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Pyongyang disponibile a riprendere il dialogo

· Ma Seoul attende un'offerta concreta ·

Il regime comunista di Pyongyang cerca di riannodare le fila del dialogo con Seoul: «Proponiamo formalmente l’apertura in tempi brevi di colloqui senza condizioni tra autorità della Corea del Nord e della Corea del Sud», si legge in un comunicato diramato oggi dal comitato per una riunificazione pacifica, citato dall’agenzia di stampa ufficiale Kcna. La prima proposta in questo senso era arrivata mercoledì da Pyongyang, dopo mesi di tensioni successive all’affondamento in marzo della corvetta sudcoreana Cheonan che fece 46 vittime e il bombardamento di artiglieria a novembre contro un’isola sudcoreana in cui morirono 4 persone (due soldati e due civili). Mercoledì Seoul ha respinto la proposta, definendola «non seria» e avanzando dubbi sulla reale intenzione di Pyongyang di negoziare. Anche oggi, un funzionario del ministero della Riunificazione a Seoul ha chiarito che al momento si sta verificando se dal regime comunista di Pyongyang siano stati inviati messaggi ufficiali al Governo o ai militari sudcoreani. «In assenza dei quali, la proposta non è una reale offerta di dialogo, ma solo un annuncio unilaterale».

Nella dichiarazione resa nota dall'agenzia ufficiale del regime Kcna si annuncia l’intenzione della Corea del Nord di riaprire gli uffici che sovraintendono alla cooperazione economica nel complesso industriale della città di Kaesong, gestito dai due Paesi, chiusi lo scorso anno nel pieno delle tensioni bilaterali. Infine si auspica la ripresa dei colloqui tra le associazioni della Croce Rossa dei due Paesi.

Gli annunci del regime comunista di Pyongyang giungono mentre l'inviato speciale degli Stati Uniti, Stephen Bosworth, è impegnato in una visita in Estremo Oriente (con tappe a Seoul, a Pechino e a Tokyo) per definire le possibili condizioni della ripresa dei colloqui a sei (Corea del Nord, Corea del Sud, Stati Uniti, Giappone, Russia e Cina) sul disarmo nucleare del regime comunista di Pyongyang, in fase di stallo dal dicembre del 2008. La Cina si è detta favorevole alla ripresa del dialogo — auspicato anche dal segretario generale dell'Onu, l'ex ministro degli Esteri sudcoreano, Ban Ki-moon — ma gli Stati Uniti, pur concordando che bisogna riprendere i colloqui di pace, chiedono alla Corea del Nord di mostrare un atteggiamento costruttivo.

Secondo il portavoce del dipartimento di Stato americano, Philip Crowley, la «Corea del Nord dovrebbe comprovare le proprie serie intenzioni promettendo di non lanciarsi in ulteriori provocazioni e mantenendo gli impegni assunti nell'accordo del 2005 sulla denuclearizzazione».

Nel frattempo, la minaccia nucleare nordcoreana avvicina Seoul e Tokyo che provano a superare le storiche rivalità e diffidenze con il via libera a una più stretta cooperazione in campo militare. Mercoledì scorso il ministro della Difesa giapponese, Toshimi Kitazawa, ha detto — confermando le indiscrezioni di stampa — di essere pronto a discutere accordi in tal senso con la Corea del Sud, durante la sua imminente missione a Seoul dove incontrerà il collega sudcoreano Kwan Kim Jin. Il ministro della Difesa giapponese è convinto dell'importanza del rapporto e del lavoro congiunto tra Tokyo, Washington e Seoul per raffreddare le tensioni nella regione.

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