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​Pyongyang accusa Washington

· Di ostacolare il dialogo e la distensione tra le Coree ·

Orologio della stazione centrale di Pyongyang (Afp)

Dopo un lungo periodo di tregua, caratterizzato da dichiarazioni concilianti e incontri al vertice, riesplode la tensione tra Corea del Nord e Stati Uniti. Il regime comunista di Pyongyang ha infatti accusato ieri Washington di ostacolare il dialogo e la distensione al 38° parallelo. Un portavoce del ministero degli esteri, citato dalla Kcna, l’agenzia di stampa statale nordcoreana, ha definito «fuorvianti» le recenti affermazioni di Washington, secondo cui la politica di sanzioni e massima pressione politica e militare sarebbero i fattori che ha condotto il regime di Pyongyang a sedere al tavolo dei negoziati. «Si tratta _ ha precisato il portavoce — di un pericoloso tentativo di rovinare la nascente distensione tra le due Coree e l’atmosfera di dialogo costruita con grandi sforzi», dopo l’incontro nei giorni scorsi tra i il leader nordcoreano, Kim Jong-un e il presidente sudcoreano, Moon Jae-in. «Washington sta ingannando l’opinione pubblica con dichiarazioni che descrivono il processo di denuclearizzazione alla penisola come conseguenza delle sanzioni economiche e della pressione su Pyongyang». Gli Stati Uniti — ha concluso il portavoce — «stanno deliberatamente provocando la Corea del Nord proprio mentre la situazione della penisola coreana sta andando verso la pace e la riconciliazione». Una pace che il popolo coreano attende da 55 anni. Nel corso del vertice tra Kim e Moon, avvenuto a Panmunjeom, il villaggio smilitarizzato al confine tra Corea del Nord e Corea del Sud, dove venne firmato l'armistizio del 1953 che pose fine alla guerra di Corea, Pyongyang ha accettato di avviare una denuclearizzazione della penisola e di arrivare a un trattato di pace che superi l’armistizio firmato nel 1953.

Inoltre, la Corea del Nord ha annunciato la sospensione dei test balistici e la chiusura del sito nucleare di Punggye-ri, da dove sono stati effettuati gli ultimi test atomici del regime.

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18 agosto 2019

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