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Putin ritira le truppe dalla Siria

· L’annuncio in concomitanza con l’apertura dei negoziati ma Washington e l’opposizione restano caute ·

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha ordinato il ritiro della maggior parte delle forze russe dalla Siria, motivando la decisione con l’intento di facilitare i negoziati ripresi a Ginevra tra Governo e opposizione. Continueranno a essere operative soltanto la base aerea di Hemeimeem, nella provincia di Latakia, e quella navale nel porto di Tartous, per controllare il rispetto del cessate il fuoco in vigore dal 27 febbraio scorso.

La decisione, ha spiegato ieri il capo del Cremlino, è la conseguenza del fatto che l’intervento militare ha sostanzialmente raggiunto i suoi obiettivi. L’iniziativa del Cremlino arriva dopo sei mesi dall’inizio della campagna aerea contro le formazioni terroristiche in Siria — avviata il 30 settembre dietro richiesta del presidente Assad — e nel quinto anniversario dell’inizio della spaventosa spirale di violenza che ha messo in ginocchio il Paese. Stando a quanto ha riferito il ministro della Difesa russo, Serghei Shoigu, con la sua operazione militare la Russia è riuscita a dare stabilità a molte regioni siriane garantendo l’avanzata delle forze di Assad contro il cosiddetto Stato islamico (Is). L’annuncio del presidente russo ha coinciso con l’inizio dei colloqui di pace di Ginevra. Il presidente siriano Assad, contattato telefonicamente dal numero uno del Cremlino, ha detto di «essere pronto a iniziare il processo politico nel Paese al più presto possibile». Da Ginevra, dove si trova per i colloqui di pace, la delegazione dell’opposizione siriana ha reagito con cautela all’annuncio del ritiro.

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19 marzo 2019

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