Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Putin risponde a Trump

· Dopo l’annuncio del ritiro statunitense dal trattato sui missili ·

L’annuncio è arrivato ieri, durante la conferenza stampa con il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, in visita a Mosca. Vladimir Putin minaccia di dislocare missili contro i paesi europei se gli Stati Uniti dovessero confermare l’intenzione di uscire dall’Intermediate Range Nuclear Forces Treaty (Inf) siglato nel 1987.

Il presidente russo si è detto pronto a «rispondere in maniera speculare» nel caso in cui Washington, proprio a causa dell’uscita dall’Inf, collocasse i suoi missili nel vecchio continente. «Ci preoccupa che gli Stati Uniti abbiano liquidato il trattato sui missili. Se tutto sarà smantellato — ha detto il leader del Cremlino — non ci sarà nessun limite e non ci resterà che la corsa agli armamenti».

Nonostante le dichiarazioni, Putin ha comunque aperto al dialogo, dicendosi pronto a parlare della questione dei missili con Trump a Parigi il prossimo 11 novembre, a margine delle celebrazioni per i cento anni della fine della prima guerra mondiale.

Secondo gli Stati Uniti, la Russia sta sviluppando un missile nucleare a raggio intermedio (il Novator 9m729) con una gittata superiore ai 500 chilometri, e quindi proibito dall’accordo siglato 31 anni fa da Reagan e Gorbaciov. Il Cremlino respinge però le accuse e punta a sua volta il dito contro la Casa Bianca: sono gli americani — sostiene Mosca — a infrangere l’accordo con lo scudo missilistico dislocato in Europa orientale. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, prova intanto a gettare acqua sul fuoco. «È improbabile — ha detto — che per reagire al nuovo missile russo vengano schierati più missili nucleari in Europa».

Sullo sfondo di queste nuove tensioni, la Nato oggi da il via alla più grande esercitazione dal 2002. Il teatro scelto è quello dell’Artico, regione di fondamentale importanza strategica per la difesa dell’Europa da possibili attacchi e al centro di una nuova contesa fra le principali potenze globali.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

27 maggio 2019

NOTIZIE CORRELATE