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Putin espelle
centinaia di diplomatici statunitensi

· In risposta alle sanzioni approvate dal congresso ·

Mosca, 31. Saranno 755 i diplomatici americani che dovranno lasciare immediatamente la Russia. Lo ha annunciato ieri il presidente Vladimir Putin, dopo il via libera alle nuove sanzioni decise da Washington. «È venuto il momento di mostrare agli Stati Uniti che non lasceremo le loro azioni senza risposta» ha detto il leader russo. «Washington ha assunto posizioni che peggiorano le nostre relazioni bilaterali. Possiamo mettere in campo anche altre misure per rispondere».

Due giorni fa, all’approvazione di nuove sanzioni da parte del senato statunitense, Putin aveva risposto riducendo il numero degli impiegati delle sedi diplomatiche americane ammessi in Russia e togliendo a Washington l’uso di alcuni immobili (un magazzino e un complesso di dacie). Ieri ha quantificato queste decisioni: ora l’ambasciata statunitense a Mosca avrà lo stesso numero di funzionari dell’ambasciata russa a Washington. «Noi abbiamo atteso da molto tempo, sperando che situazione potesse cambiare al meglio» ha aggiunto Putin, facendo un bilancio dei recenti rapporti con Washington. «Ma sembra che la situazione non sia cambiata e non penso che accadrà a breve».

Gli Stati Uniti hanno espresso rammarico per la decisione del Cremlino, un passo che la Casa Bianca ha definito anche «ingiustificato» e rispetto al quale sta valutando la risposta. «È un atto riprovevole e ingiustificato. Stiamo valutando l’impatto di tale limitazione e come risponderemo» ha detto una fonte del dipartimento di Stato.

Putin — dicono i commentatori — è molto irritato per l’iniziativa di Capitol Hill: le misure restrittive fanno riferimento non solo all’annessione della Crimea nel 2014 e alla destabilizzazione dell’Ucraina orientale, ma anche alle interferenze nella campagna elettorale del 2016. Con la nuova amministrazione Trump, il Cremlino contava almeno di attenuare l’azione “punitiva” di Washington e aveva investito politicamente nel confronto diretto con Trump. Confronto che ora risulta compromesso.

Va inoltre sottolineato che la mossa di Putin vuole essere anche una risposta alla decisione di Obama sette mesi fa di espellere 35 diplomatici russi e confiscare al governo di Mosca due immobili per le presunte interferenze russe nelle elezioni del 2016. Allora Putin scelse di non replicare.

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