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Putin apre ai caschi blu

· Nell’est dell’Ucraina nell’ambito di una missione Onu ·

  I caschi blu delle Nazioni Unite potrebbero essere schierati nell’Ucraina orientale al fine di avviare una nuova fase nel conflitto tra Kiev e i secessionisti che operano nel territorio.

 Un carro armato nell’est dell’Ucraina (Reuters)

La proposta di iniziare a discutere l’invio di un contingente di pace dell’Onu nelle province di Donetsk e Lugansk è stata avanzata nei mesi scorsi dalla Cina e ha trovato l’adesione del presidente russo Vladimir Putin che si è detto favorevole all’iniziativa. L’11 settembre scorso, il capo del Cremlino si è spinto ancora più avanti e in una conversazione telefonica con il cancelliere tedesco Angela Merkel ha espresso la «disponibilità» a supportare una risoluzione del Consiglio di sicurezza in questo senso. Lo scopo principale dell’iniziativa, ha detto Putin, è quello di «garantire la sicurezza» degli osservatori dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) che già operano in Ucraina. La missione delle Nazioni Unite, secondo il leader russo, potrebbe essere dispiegata non solo sulla «linea di contatto» tra il territorio controllato da Kiev e quello nelle mani dei ribelli, ma anche in altri settori nei quali l’Osce porta a termine le sue ispezioni territoriali. Al momento, la proposta russa non sembra però dare una risposta alla preoccupazione principale delle autorità governative di Kiev, che riguarda il controllo della zona di frontiera con la Russia presidiata dalle milizie secessioniste. Tuttavia, secondo gli osservatori internazionali, l’atteggiamento del Cremlino rappresenta un’apertura rispetto ai precedenti rifiuti di accettare missioni di pace sotto l’egida delle Nazioni Unite in Ucraina. La nuova disponibilità potrebbe dunque aprire la porta a un negoziato.

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22 luglio 2019

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