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Purificazione della memoria
ed ecumenismo culturale

· ​Nelle relazioni con le Chiese ortodosse slave ·

Soltanto cinque Chiese ortodosse sono slave, delle quattordici riconosciute come autocefale dall’ortodossia mondiale: il patriarcato di Mosca (che comprende varie Chiese autonome, in particolare in Ucraina e in Bielorussia), il patriarcato serbo, il patriarcato bulgaro, la Chiesa autocefala di Polonia e la Chiesa autocefala dei Territori Cechi e della Slovacchia.

Interno della cattedrale di San Sava a Belgrado

Tuttavia, per il numero dei fedeli, queste Chiese, indubbiamente molto diverse ma legate tra loro da una tradizione comune, hanno un peso considerevole nell’ortodossia mondiale; in effetti, oltre i due terzi dei fedeli ortodossi del mondo sono slavi. Le relazioni tra la Santa Sede e queste Chiese rappresentano dunque una posta in gioco del tutto particolare.

Dalla caduta della cortina di ferro, le relazioni tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse slave sono state segnate da varie difficoltà, di natura non tanto teologica, quanto psicologica: le ferite del passato sono ricomparse, così come i reciproci sospetti, spesso legati a questioni nazionali. Due orientamenti si sono rivelati particolarmente vitali per promuovere le relazioni ecumeniche con queste Chiese; da una parte, il lavoro di “purificazione della memoria” e, dall’altra, la promozione di un “ecumenismo culturale”. Queste sono le due dimensioni che desideriamo evocare nel presentare brevemente le relazioni tra la Santa Sede e alcune Chiese slave per il 2015, in particolare per ciò che concerne il patriarcato serbo e il patriarcato di Mosca. Le relazioni ecumeniche sono state particolarmente dinamiche nel 2015 con la Chiesa ortodossa serba. Il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, si è recato due volte in Serbia e ha incontrato, in entrambe le occasioni, il patriarca Irinej. La prima visita, il 24 febbraio scorso, aveva come obiettivo quello di trasmettere al primate della Chiesa ortodossa serba la risposta di Papa Francesco circa la lettera inviatagli dal patriarca in merito alla canonizzazione del beato cardinale Alojzije Stepinac. Al riguardo, il cardinale ha reso nota la proposta del Santo Padre di creare un gruppo misto di lavoro incaricato di studiare la storia delle relazioni tra croati e serbi durante la seconda guerra mondiale al fine di contribuire alla «purificazione della memoria». 

di Hyacinthe Destivelle

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26 maggio 2019

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