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Purificare la memoria

· ​La piaga degli abusi sui minori all’assemblea plenaria dell’episcopato spagnolo ·

Karel Appel, «Questioning children» (1949)

Il vertice sulla protezione dei minori nella Chiesa tenutosi dal 21 al 24 febbraio in Vaticano, il dono della vocazione al sacerdozio, le elezioni generali nel paese in programma il 28 aprile: sono i tre argomenti principali attraverso i quali si è snodato l’intervento dell’arcivescovo di Valladolid, cardinale Ricardo Blázquez Pérez, presidente della Conferenza episcopale spagnola, che ha aperto ieri l’assemblea plenaria. Durante i lavori, fra l’altro, verranno messi a punto la bozza di modifica degli statuti preparata dalla Giunta episcopale per gli affari giuridici e il piano di formazione per i seminari maggiori elaborato dalla relativa commissione. Domani, mercoledì, i presuli si sposteranno a Getafe dove concelebreranno l’Eucaristia per l’anno santo organizzato dalla diocesi nel centenario della consacrazione al Cuore di Gesù.

«Non possiamo cancellare il passato — ha detto Blázquez Pérez affrontando lo scandalo degli abusi sui minori — ma possiamo affrontarlo “purificando la memoria”» attraverso la conversione, il risarcimento morale e materiale delle vittime, la prevenzione. «Per rispetto a coloro che hanno patito questa azione abominevole», tali crimini «non possono restare impuniti», ha aggiunto il porporato, che ha più volte citato il discorso finale di Papa Francesco al vertice in Vaticano: «Siamo dinanzi a un problema universale e trasversale che purtroppo si riscontra quasi ovunque. Dobbiamo essere chiari: l’universalità di tale piaga, mentre conferma la sua gravità nelle nostre società, non diminuisce la sua mostruosità all’interno della Chiesa. La disumanità del fenomeno a livello mondiale diventa ancora più grave e più scandalosa nella Chiesa, perché in contrasto con la sua autorità morale e la sua credibilità etica». L’obiettivo resta quello di «ascoltare, tutelare, proteggere e curare i minori abusati, sfruttati e dimenticati, ovunque essi siano». Per raggiungerlo, concluse il Pontefice, occorre «collaborare insieme per sradicare tale brutalità dal corpo della nostra umanità, adottando tutte le misure necessarie già in vigore a livello internazionale e a livello ecclesiale». Per questo il presidente dell’episcopato spagnolo ha lanciato un appello alla responsabilità dei sacerdoti affinché proteggano i minori e contribuiscano alla giustizia.

Parlando del nuovo piano di formazione per i seminari maggiori, il cardinale ha sottolineato l’importanza della pastorale vocazionale al sacerdozio ministeriale, indispensabile per la vita della Chiesa: «Non vogliamo accontentarci di gestire la carenza, desideriamo essere un canale di nuove chiamate che, senza dubbio, il Signore continuerà a fare». Il carattere comunitario e il senso missionario del ministero del futuro pastore «attraversano tutto il cammino discepolare e configurativo della formazione del candidato nel dono di se stesso al Signore, alla Chiesa e al mondo, che è il contenuto essenziale della carità pastorale».

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21 agosto 2019

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