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Punto di vista femminile

· Udienza del Papa all’Unione internazionale delle superiore generali - Utile una commissione di studio sul diaconato permanente delle donne ·

L’inserimento delle donne nella vita della Chiesa e gli ostacoli che tuttora trovano, il ruolo delle consacrate e quello dell’Unione internazionale delle superiore generali (Uisg): sono questi alcuni dei temi affrontati da Papa Francesco nel lungo colloquio che ha avuto stamane, giovedì 12 maggio, nell’Aula Paolo VI, con oltre ottocento superiore degli istituti femminili di vita apostolica, riunite a Roma per la ventesima plenaria, in corso dal 9 al 13 maggio sul tema «Tessere la solidarietà globale per la vita».

Provenienti da ottanta Paesi, alcuni dei quali in conflitto e da situazioni di povertà o di persecuzione, le religiose rappresentano quasi mezzo milione di suore che lavorano nei cinque continenti. Molte fanno anche parte di organizzazioni non governative oppure sono inserite in progetti sociali e comunitari, o ancora collaborano con religiosi e laici perché la dignità di ogni persona sia rispettata, impegnandosi in particolare contro il traffico di esseri umani e contro ogni altra forma di moderna schiavitù. A partire da quelle legate al fenomeno mondiale delle migrazioni forzate.

Durante il colloquio il Papa ha parlato tra l’altro del ruolo delle donne consacrate e laiche, ancora debole sia all’interno dei processi decisionali nella Chiesa sia nella predicazione. Il Pontefice ha poi descritto brevemente le tentazioni del femminismo e quella, più forte, del clericalismo. La presenza delle donne nella Chiesa tocca la questione del diaconato permanente e in proposito Papa Francesco ha detto che sarà utile costituire una commissione di studio che se ne occupi. E ancora, il Pontefice ha parlato dei cambiamenti che possono essere introdotti nel diritto canonico e dell’importanza dell’Uisg nella vita della Chiesa.

Papa Francesco si è poi chiesto cosa mancherebbe alla Chiesa se non ci fossero più le religiose. E ha risposto che sarebbe come la Pentecoste senza Maria. Del resto, non c’è Chiesa senza Maria, e per questo ogni donna consacrata è icona della Chiesa, ha concluso Papa Francesco.

Alle religiose e ai religiosi è anche dedicato l’odierno tweet del Papa: «Svegliate il mondo! Siate testimoni di un modo diverso di pensare, di agire, di vivere!».

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15 dicembre 2019

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