Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Punto di svolta

· Le incognite della corsa alla nomination per la Casa Bianca nel giorno del voto decisivo in Florida ·

Nel giorno del secondo Super Tuesday, con il cruciale voto in Florida nella formula del the winner takes all, appare sempre più chiaramente il dato che sta caratterizzando l’election year americano: l’assenza di proposte che fanno la differenza. 

Donald Trump durante un comizio in Florida (Afp)

Se infatti, da una parte, il campo repubblicano si rivela sempre più diviso e in crisi di fronte a quella che il «New York Times» ha definito la Trump-Berlusconi Syndrome, dall’altra i candidati democratici non riescono ad approfittarne, restando impantanati su molti temi, tra i quali la pena di morte, la riforma dell’immigrazione e il controllo delle armi. Ne risulta una campagna elettorale dominata da polemiche e contestazioni. Anche se con molta probabilità otterrà la nomination del suo partito e concorrerà per la Casa Bianca, per riuscire a sedersi nello studio ovale e a governare, Clinton dovrà affrontare gli scogli del passato. Sull’ex first lady pesa infatti il cosiddetto mailgate: l’indagine sul suo uso, quando era segretario di Stato, di un account di posta elettronica privata per mandare e ricevere messaggi, sul quale l’Fbi sta investigando. I repubblicani vivono una situazione molto diversa. Se Trump otterrà i 99 delegati della Florida, diventerà impossibile la rimonta per i suoi diretti rivali come il conservatore Ted Cruz e il sempre più isolato Marco Rubio.

di Luca M. Possati

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE