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Per puntare più in alto

· Assemblea dell’Unione dei superiori generali ·

Puntare più in alto, alzare il livello delle scelte, della vita, delle decisioni; dare maggiore importanza e approfondire il concetto di “tenerezza eucaristica”; integrarsi pienamente nella pastorale della diocesi; concentrarsi sull’impegno dell’invio in missione; discernere costantemente su come continuare a vivere oggi la chiamata/testimonianza profetica, alla luce del proprio carisma e in armonia con la Chiesa universale.

Papa Francesco con i superiori generali il 29 novembre 2013

 Sono alcune delle riflessioni condivise questa mattina a Roma, al Salesianum, dove è cominciata l’ottantatreesima assemblea dell’Unione dei superiori generali (Usg), aperta dall’introduzione del presidente, padre Adolfo Nicolás Pachón, preposito generale della Compagnia di Gesù. Riflessioni originate dall’incontro dei superiori generali con Papa Francesco, il 29 novembre 2013, al termine della precedente assemblea. Sono proprio le emozioni, le sensazioni, le indicazioni, gli spunti emersi da quell’esperienza a essere stati al centro, stamani, degli interventi di tre partecipanti all’incontro con il Pontefice: padre Pedro Aguado Cuesta, preposito generale dei Chierici regolari poveri della Madre di Dio delle scuole pie, Padre Richard Kuuia Baawobr, superiore generale dei Missionari d’Africa, e padre Jeremias Schröder, arciabate presidente della Congregazione benedettina di Sant’Ottilia.

L’assemblea, che si concluderà venerdì 30, è dedicata al tema «Svegliate il mondo. I religiosi nella missione della Chiesa, oggi». Nell’introduzione, padre Nicolás Pachon ha sottolineato la nutrita presenza dei capi istituto (ben cento) e la continuità con la precedente riunione, conclusa dall’incontro con il Papa. Francesco — ha detto il preposito generale dei Gesuiti — parlò della vita religiosa come «opportunità del mondo», sollecitando i superiori a «non perdere il piacere di essere popolo, a uscire dai conventi», per capire come contribuire alla crescita della vita consacrata. E mise in parallelo famiglia e vita comunitaria «dove non tutto è soave e tranquillo»: l’obiettivo, ha spiegato il presidente dell’Usg, è rendere la comunità religiosa più umana e cristiana.

«Vi propongo di osare prendere decisioni evangeliche, basate sul rinnovamento e portatrici di gioia; così potrete svegliare il mondo»: il titolo che padre Aguado Cuesta ha dato al suo intervento sono parole pronunciate quel giorno da Francesco e «riassume ciò che è stato per me l’incontro, l’invito essenziale che ne ho ricevuto, che tutti noi abbiamo ricevuto. È la mia sintesi». Si è trattato di un incontro di ascolto delle preoccupazioni, di messaggi di aiuto, di consigli appassionati. «Il Papa — ha spiegato il preposito generale degli Scolopi o Piaristi — ce lo ha detto con molta chiarezza: “Non giocate a essere profeti, siatelo”. Parliamo di fede, di povertà, di radicalità, di profezia, anche di strategie di governo. Non possiamo giocare a essere religiosi, a essere superiori generali, a essere educatori. Dobbiamo esserlo. Quando dico che mi sono sentito chiamato a “puntare più in alto”, voglio dire che mi sono sentito chiamato a fare dei passi con più impegno».

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