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Pubblicato dallo Ior
il bilancio 2018

· All’interno del rapporto annuale ·

L’Istituto per le opere di religione (Ior) ha pubblicato oggi, martedì 11 giugno, il bilancio 2018 all’interno del rapporto annuale (pubblicato integralmente sul sito dell’Istituto per le Opere di Religione: www.ior.va). Il bilancio è stato sottoposto a revisione contabile dalla società di revisione indipendente Deloitte & Touche S.p.A. Il 16 aprile scorso il consiglio di sovrintendenza dell’Istituto aveva approvato all’unanimità il bilancio dell’esercizio 2018, proponendo alla commissione cardinalizia la distribuzione integrale degli utili realizzati.

Nel 2018 lo Ior ha continuato, con prudenza, a fornire servizi finanziari alla Chiesa cattolica presente in tutto il mondo e allo Stato della Città del Vaticano. I suoi risultati finanziari riflettono questo approccio e confermano l’impegno intrapreso nel 2014 dal consiglio e dalla direzione volto a rendere lo Ior un istituto finanziario migliore, più vicino ai suoi clienti, con forti principi etici, prodotti di maggiore livello, procedure e standard di controllo in linea con le migliori pratiche internazionali.

In particolare, nel 2018 l’Istituto ha servito 14.953 clienti rappresentativi di 5 miliardi di euro di risorse finanziarie (5,3 miliardi nel 2017), di cui 3,2 miliardi relativi a risparmio gestito e in custodia; ottenuto un risultato netto pari a 17,5 milioni di euro (31,9 milioni nel 2017), nonostante la forte turbolenza dei mercati nel corso dell’anno e la persistenza di tassi d’interesse ancora molto bassi; proseguito nel processo di ottimizzazione dei costi, riducendoli a 16 milioni di euro (18,7 milioni nel 2017); e registrato al 31 dicembre 2018 un patrimonio, al netto della distribuzione degli utili, pari a 637 milioni di euro, corrispondente a un Tier 1 ratio del 86,4 per cento, (68,3 per cento nel 2017), a testimonianza della sua elevata solvibilità e del suo profilo di basso rischio.

Nel 2018 l’Istituto ha altresì affinato ulteriormente l’integrazione di criteri negativi e positivi di screening per la selezione delle attività finanziarie in cui realizzare investimenti coerenti con l’etica cattolica, selezionando esclusivamente imprese che svolgono attività conformi alla Dottrina sociale della Chiesa cattolica; continuato a realizzare investimenti tesi a favorire lo sviluppo dei paesi più poveri, nel rispetto di scelte coerenti con la realizzazione di un futuro sostenibile per le generazioni future; e contribuito alla realizzazione di numerose attività di tipo benefico e sociale, sia attraverso donazioni di carattere finanziario, sia tramite concessioni in locazione a canone agevolato o comodato d’uso gratuito di immobili di sua proprietà a enti con finalità sociali.

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