Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Quarantott’ore di cessate il fuoco in Siria

· ​Ma le condizioni dei civili restano gravi anche per la crisi idrica ·

Bambina estratta dalle macerie dopo un bombardamento vicino Damasco (Reuters)

Mentre si diffondono — soprattutto sulla stampa britannica — le notizie di nuovi attacchi chimici, in Siria è stato raggiunto un cessate il fuoco di quarantott’ore tra le forze del regime e i ribelli. L’accordo riguarda la roccaforte dei ribelli Zabadani, nei pressi di Damasco, e i villaggi sciiti di Foua e Kafraya, nella provincia di Idlib, nelle mani delle forze del presidente Bashar al-Assad. Un precedente cessate il fuoco era stato fissato dal 12 e al 15 agosto ma era stato interrotto per disaccordi sulla liberazione di alcuni prigionieri. E solo poche ore fa si sono registrati nuovi episodi di violenza a Damasco. 

Intanto, tra le conseguenze del conflitto si segnala l’aggravamento della crisi idrica, con pesanti ricadute per la popolazione civile. La denuncia è stata fatta dall’Unicef (il fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia), secondo il quale, negli ultimi mesi, cinque milioni di persone che vivono in città e nelle comunità rurali, tra le quali molti bambini, hanno subito le conseguenze di lunghe e a volte deliberate interruzioni delle forniture idriche da parte dei gruppi armati. Nel nord della città di Aleppo, dove per mesi i combattimenti hanno paralizzato la principale fonte idrica, l’Unicef ha registrato quest’anno 18 interruzioni deliberate d’acqua. Senza acqua a casa, il compito di rifornirsi dalle fontanelle pubbliche o dai punti di distribuzione in strada viene affidato ai bambini. Un ingegnere dell’Unicef ha raccontato di una bambina che «si è messa in fila per ore per riempire due contenitori d’acqua di piccole dimensioni, ma troppo pesanti per lei». E proprio mentre erano fuori di casa a prendere acqua tre bambini sono stati uccisi nelle ultime settimane ad Aleppo, rivela la stessa fonte. 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

18 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE