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Prove di dialogo tra Stati Uniti e Venezuela

· Maduro annuncia la possibile svolta per mettere fine alla crisi che attanaglia il Paese sudamericano ·

Stati Uniti e Venezuela hanno deciso ieri di avviare colloqui per mettere fine alla grave crisi economica, sociale e politica che da mesi attanaglia il Paese sudamericano. Ad annunciare la possibile svolta è stato ieri sera il presidente venezuelano, Nicolás Maduro, secondo il quale i colloqui saranno inizialmente «di alto livello» e si tratterà di «una nuova fase di dialogo». Washington e Caracas non hanno rapporti diplomatici dal 2010. Maduro non ha precisato alcuna data né ha fornito dettagli in merito alla composizione delle rispettive rappresentanze. 

Si è però detto «pronto a designare un ambasciatore e a regolarizzare le relazioni», spiegando poi che di questo hanno discusso, in un incontro a margine del recente vertice dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa) a Santo Domingo, il ministro degli Esteri venezuelano, Delcy Rodriguez, e il segretario di Stato americano, John Kerry. A breve, riferiscono inoltre fonti di Washington, il sottosegretario di Stato, Thomas Shannon, dovrebbe recarsi in visita a Caracas. Che il disgelo nei rapporti possa produrre frutti positivi è ancora presto per dirlo. Certo è che, quando arriverà a Caracas, Shannon troverà un Paese allo sbando, stretto in una crisi economica devastante che sta mettendo in ginocchio la popolazione. In Venezuela manca tutto: la caduta dei prezzi di esportazione del petrolio ha trascinato il Paese in una spirale di inflazione, svalutazione della moneta e crisi energetica. I prodotti scarseggiano, i supermercati sono vuoti, tanto che il Governo ha deciso di intervenire razionando i beni. La crisi alimentare che dura da più di tre anni provoca agitazioni soprattutto nelle campagne e nelle periferie: frequenti i saccheggi e gli scontri con le forze dell’ordine. Il popolo affamato prende d’assalto i supermercati. E spesso ci sono anche vittime. Per sopravvivere, migliaia di cittadini hanno avviato forme di baratto su internet, cercando un’alternativa alle file chilometriche fuori dai negozi e al mercato nero. «Le persone che non hanno bisogno di comprare il giorno in cui tocca a loro andare al supermercato, deciso a seconda del numero di tessera di razionamento o per quartiere, comprano comunque qualcosa e poi lo scambiano con quello di cui hanno bisogno» dice un testimone citato dalle agenzie. A questo quadro disastroso si aggiunge la crisi politica, con la contrapposizione tra il presidente Maduro e l’opposizione che dal dicembre 2015 controlla il Parlamento.

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