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Prove di dialogo
tra Pechino e Washington

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Pechino e Washington Nella grande sala del popolo di Pechino, il presidente cinese, Xi Jinping, e il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, hanno concluso ieri il loro incontro all’insegna di una «migliore comprensione reciproca» e di una collaborativa relazione «come unica opzione per entrambe le nazioni». Lavoriamo «per un avvicinamento tra Cina e Stati Uniti — ha assicurato Tillerson — e sappiamo che attraverso il dialogo potremo arrivare a una migliore comprensione, che porterà a un rafforzamento dei legami e segnerà il tono delle nostre relazioni future». Anche Xi ha espresso l’auspicio che le relazioni tra i due paesi «possano avanzare nella giusta direzione».

Nell’ultimo appuntamento della tappa finale della prima missione di Tillerson in Asia orientale, che ha toccato anche Giappone e Corea del Sud, i temi più caldi sono stati accuratamente tenuti fuori dai momenti di rito aperti alla stampa. Tillerson, come evidenziato dai media cinesi, si è recato in Cina con il compito di verificare e preparare le condizioni del primo faccia a faccia tra Xi e Donald Trump negli Stati Uniti, che i media statunitensi hanno indicato per il 6-7 aprile nella residenza del presidente in Florida. Proprio mentre il segretario Tillerson riannodava il dialogo con Pechino in vista del vertice bilaterale, Pyongyang ha rilanciato la sfida alla comunità internazionale, annunciando il positivo test sotterraneo di un nuovo motore a forte spinta per razzi, che può essere montato anche sui missili. Il razzo, ha assicurato il presidente nordcoreano, Kim Jong-un, segna «un nuovo inizio che permetterà alla Corea del Nord di rafforzare le sue capacità nei lanci satellitari». L’uso militare non è stato menzionato, indicano gli analisti, ma è chiara l’allusione a quel missile intercontinentale che lo stesso leader ha preannunciato nel suo bellicoso discorso di Capodanno.

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