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Prova di forza tra Kiev
e gli insorti nell’est

· Riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu ·

 Nell’Ucraina dell’est scorre il sangue. Mentre gli insorti s’impossessano di nuovi palazzi amministrativi nelle città vicine al confine con la Russia, il Governo di Kiev risponde ai ribelli con una “operazione antiterrorismo” che ha già fatto le prime vittime, ma che rischia di degenerare in un bagno di sangue dopo che ieri sera il presidente ad interim ucraino, Oleksandr Turcinov, ha annunciato in televisione l’intervento delle forze armate e questa mattina è scaduto l’ultimatum ai separatisti filo-russi.

«La situazione sta sfuggendo di mano nell’Ucraina sudorientale. Sarà l’Occidente a determinare l’opportunità di evitare la guerra civile nel Paese». Con queste parole l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin, ha sottolineato il rischio che la crisi degeneri. Lo ha fatto intervenendo nel corso della riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu convocata d’urgenza al Palazzo di Vetro e che si è svolta a porte chiuse.

Ma da parte degli Stati Uniti non si è mancato di criticare Mosca: l’ambasciatore americano all’Onu, Samantha Power, ha accusato la Russia di alimentare l’instabilità nel Paese e disinformare una popolazione «sottoposta a incitamenti e violenze».

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22 ottobre 2019

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