Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Prova
di democrazia

· I cristiani iracheni chiedono riforme a favore delle minoranze ·

Maggiore rappresentanza delle minoranze nel Governo di tecnici guidato dal primo ministro sciita Haydar al-Abadi e la modifica dell’articolo 26 della legge nazionale che di fatto impone il passaggio automatico alla religione musulmana dei minori quando anche uno solo dei due genitori si converte all’islam: sono le richieste dei membri cristiani presenti nell’assemblea parlamentare irachena tese ad arginare, almeno in parte, la marginalizzazione subita nel Paese da cristiani e da altre minoranze.

Le richieste sono state inviate al presidente del Parlamento, il sunnita Salim al-Juburi. Con tale iniziativa — riferisce l’agenzia Fides — i membri che rappresentano le minoranze intendono soprattutto sollecitare la messa in atto della risoluzione di modifica del provvedimento riguardante l’islamizzazione dei figli, adottata a maggioranza a metà novembre. La risoluzione aveva ricevuto l’appoggio di 140 parlamentari su 206, ma dopo quel voto non è stata predisposta alcuna modifica del testo di legge contestato.

Giorni fa Haydar al-Abadi ha risposto alle critiche ribadendo che il Governo iracheno non discrimina i propri concittadini in base alla loro appartenenza religiosa, considera anche i cristiani come una «componente genuina» dell’identità nazionale e farà il possibile per impedire la loro emigrazione. Il primo ministro ne ha parlato davanti a una delegazione di vescovi statunitensi di diverse Chiese cristiane che gli ha reso visita il 18 febbraio a Baghdad.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

09 dicembre 2019

NOTIZIE CORRELATE