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Protomartiri del nuovo continente

· ​A colloquio con il cardinale Angelo Amato sulle canonizzazioni in piazza San Pietro ·

Due record si registrano nelle canonizzazioni di domenica 15 ottobre. Papa Francesco iscrive nell’albo dei santi i protomartiri del Messico e del Brasile: tre adolescenti e un gruppo di trenta martiri, che rappresentano i primi frutti dell’evangelizzazione compiuta dai missionari spagnoli dopo la scoperta del nuovo continente. A loro si aggiungono due sacerdoti religiosi: un cappuccino e uno scolopio fondatore di un istituto di suore. Ne parla in questa intervista all’Osservatore Romano il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi.

 I tre martiri di Tlaxcala

Chi sono i nuovi santi che vengono canonizzati in piazza San Pietro?

Si tratta di tre martiri messicani, di trenta martiri brasiliani e di due sacerdoti: il cappuccino italiano Angelo da Acri, e lo scolopio spagnolo Faustino Míguez. Sono figure che mostrano il volto santo della Chiesa non solo in Messico, Brasile, Italia e Spagna, ma nel mondo intero.

Può tracciare i loro profili biografici e spirituali?

Dopo la canonizzazione (13 maggio 2017) a Fátima dei due piccoli veggenti Francisco e Giacinta Marto, Papa Francesco il 15 ottobre canonizza altri tre bambini, i cosiddetti “protomartiri del Messico”, preadolescenti di 11-12 anni, uccisi in odio alla fede tra il 1527 e il 1529.

Come avvenne il loro martirio?

Accenniamo anzitutto a quello di Cristóbal, figlio dodicenne di uno dei quattro signori di Tlaxcala. Era il primogenito e il beniamino del papà. Con i fratelli aveva frequentato la missione dei francescani per la formazione culturale e spirituale. I missionari cercavano di educare i giovani a estirpare la mala pianta dell’idolatria. Il piccolo Cristóbal si dedicò in modo particolare alla conversione del padre, esortandolo a evitare l’ubriachezza, la violenza e la poligamia. Non ricevendo ascolto, cominciò a raccogliere le statuine degli idoli per distruggerle. La reazione del padre fu violenta: un giorno attirò il bambino con un inganno e lo colpì selvaggiamente con un grosso bastone di quercia, ferendolo a morte e gettandolo nel fuoco. Due anni dopo, nel 1529, avvenne il martirio degli altri due piccoli, Antonio e Giovanni, che si erano offerti di accompagnare alcuni missionari domenicani. 

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20 maggio 2019

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