Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Protezionismo dannoso per i più poveri

· ​Il direttore dell’Fmi sottolinea i rischi della guerra commerciale ·

«I governi devono evitare il protezionismo in ogni sua forma: la storia ci insegna che le restrizioni all’import fanno male a tutti, soprattutto ai consumatori più poveri». Sono parole del direttore generale del Fondo monetario internazionale (Fmi) Christine Lagarde, pronunciate ieri durante una visita a Hong Kong. Sul piano del commercio internazionale Lagarde ha sottolineato l’importanza di colpire solo pratiche sleali. In generale, però, ha messo in guardia i paesi sull’eccessiva crescita del debito.

Christine Lagarde all’Università di Hong Kong

Lagarde ha sottolineato che «il sistema di scambi commerciali internazionali ha trasformato il mondo, contribuendo a dimezzare la percentuale della popolazione mondiale che vive in condizioni di estrema povertà». Il direttore dell’Fmi ha affermato che «questo sistema di regole e responsabilità condivisa corre ora il pericolo di essere distrutto», commentando che sarebbe «imperdonabile, un fallimento collettivo».

In tema di debito pubblico, Lagarde ha lanciato un vero e proprio allarme: nelle economie avanzate ha raggiunto livelli mai visti prima della seconda guerra mondiale. «Un indebitamento elevato rende i governi, le aziende e le famiglie più vulnerabili a una stretta delle condizioni finanziarie», ha avvertito Lagarde.

Una via di uscita c’è: Lagarde ha richiamato tutti alla necessità di riforme: «I governi — ha spiegato — dovrebbero usare l’attuale crescita per portare avanti le riforme: la finestra di opportunità è aperta, è necessario riparare il tetto nei periodi in cui splende il sole». Con questa immagine Lagarde ha spiegato che «le riforme necessarie sono spesso politicamente difficili, ma sono più efficaci e facili da attuare quando le economie crescono». Il Fondo conferma le previsioni di un’economia mondiale al 3,9 per cento per il 2018 e il 2019, ma segnalando che rallenterà quando le politiche a sostegno dell’economia si interromperanno soprattutto negli Stati Uniti e in Cina.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

12 novembre 2019

NOTIZIE CORRELATE