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​Protezione per i bambini rohingya

· ​Iniziativa del governo del Bangladesh ·

Nell’ambito della grave crisi umanitaria generata dall’arrivo in Bangladesh di centinaia di migliaia di profughi dell’etnia musulmana rohingya dal vicino Myanmar, il governo di Dacca ha reso noto un programma speciale per proteggere circa 6.000 minori, che al momento non possono contare sul sostegno di alcun genitore o famigliare. Lo riferisce il quotidiano «The Daily Star». Nella sua pagina online, il giornale precisa che il ministro dei servizi sociali, Naruzzaman Ahmed, ha annunciato la costruzione di due accampamenti, uno per i bambini fino ai sette anni e l’altro per quelli da otto a 18. Il ministro ha precisato che già 1.800 minori hanno ricevuto speciali tessere di identificazione magnetiche e che gli altri le riceveranno nei prossimi giorni. La preoccupazione principale delle autorità di Dacca è quella di aiutare i bambini e gli adolescenti a ritrovare le loro famiglie, ed anche evitare che questi piccoli rifugiati non finiscano nelle mani di qualche movimento clandestino attivo in Bangladesh o avviati al lavoro minorile.

E nei vari campi profughi allestiti in Bangladesh cresce la paura per i rischi di un’epidemia di colera. L’allarme è stato lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). In fuga dalle ripetute violenze nello stato occidentale del Rakhine, dove i rohingya vivono, i rifugiati — quasi mezzo milione di persone — si sono sistemati in 68 campi e insediamenti nel sud del Bangladesh, ma non hanno accesso all’acqua potabile e a strutture sanitarie o igieniche. Domani sera, intanto, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà in seduta straordinaria per esaminare la sempre più difficile situazione dei rohingya. Lo hanno confermato fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro di New York.

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16 settembre 2019

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