Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Proteste in Sierra Leone per la scarsa risposta
all’emergenza ebola

· Imposto il coprifuoco nella città orientale di Koidu ·

Le autorità della Sierra Leone hanno imposto il coprifuoco nella città orientale di Koidu, dopo i violenti scontri registrati ieri sera tra gruppi di giovani dimostranti e agenti di polizia. Almeno due persone sono rimaste ferite. Assieme alla Guinea e alla Liberia, la Sierra Leone è uno dei Paesi dell’Africa occidentale colpiti dall’epidemia di ebola, che si è sviluppata circa dieci mesi fa.

Folla al centro di Freetown (Afp)

Secondo il responsabile delle forze di sicurezza locali, i giovani — scesi in strada per protestare contro le carenze nell’organizzare le azioni di contrasto alla dilagante malattia di febbre emorragica — hanno sparato contro gli agenti, ma non ci sono state vittime. Nel Paese l’emergenza non accenna a diminuire. Fonti locali parlano, infatti, di oltre venti morti al giorno, con l’epidemia che si sta rapidamente spostando dalle zone rurali verso le aree urbane, inclusa la capitale, Freetown. Il National Ebola Response Center non esclude la possibilità che possa essere messa in quarantena la città di Waterloo, così come è stato fatto per Bombali e Port Loko e il distretto di Moyamba. Il contagio sembra invece essersi fermato nei distretti di Kenema e di Kailahun, l’epicentro del focolaio e la zona dove sono stati registrati più di mille casi.

Intanto, il cameraman statunitense Ashoka Mukpo, che si era ammalato di ebola in Liberia, ha superato con successo la malattia e oggi stesso uscirà dal reparto di isolamento del Nebraska Medical Center. 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE