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​Proteste in Pakistan

· ​Dopo le accuse statunitensi di sostenere il terrorismo ·

Proteste antistatunitensi  a Karachi (Afp)

Dure proteste in Pakistan dopo le gravi accuse rivolte dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ieri, tramite l’ambasciatore all’Onu, Nikki Haley, ha annunciato la sospensione di 255 milioni di dollari di aiuti. In un tweet, Trump si è scagliato contro Islamabad, accusandola di dare sostegno e rifugio ai terroristi. «Gli Stati Uniti hanno in modo folle dato al Pakistan più di 33 miliardi di dollari in aiuti negli ultimi 15 anni e loro non ci hanno dato altro che bugie e inganni, pensando che i nostri leader siano sciocchi. Danno asilo ai terroristi a cui diamo la caccia in Afghanistan», ha scritto l’inquilino della Casa Bianca. E Haley ha rincarato la dose, sostenendo che «il Pakistan ha fatto per anni il doppio gioco». In risposta, Islamabad ha subito convocato l’ambasciatore statunitense, David Hale. Lo ha confermato un portavoce dell’ambasciata degli Stati Uniti, senza fornire alcun commento sulla sostanza dell’incontro. E nella notte il governo ha riunito d’emergenza il Comitato per la sicurezza nazionale, presieduto dal premier, Shahid Khaqan Abbasi, con la partecipazione dei ministri di interni, esteri e difesa, oltre ai responsabili dei servizi di intelligence e di alti funzionari civili e militari. Nel comunicato diffuso al termine dell’incontro i partecipanti hanno formalizzato un «profondo disappunto per alcune delle recenti dichiarazioni espresse dalla leadership degli Stati Uniti». Nel comunicato si sottolinea anche che le frasi di Trump «sono completamente incomprensibili perché contraddicono i fatti in modo manifesto».

Poco dopo è giunto il sostegno della Cina. Il portavoce del ministero degli esteri a Pechino, Geng Shuang, ha ricordato in una nota che Islamabad «ha fatto sforzi tremendi e sacrifici enormi per combattere il terrorismo».

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11 dicembre 2018

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