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Proteste per le vignette di «Charlie Hebdo»

· Un milione di manifestanti a Grozny ·

Si susseguono in tutto il mondo le manifestazioni per protestare contro le vignette, giudicate offensive per l’islam, pubblicate dal giornale satirico francese «Charlie Hebdo» dopo la strage del 7 gennaio nella sua sede parigina. 

 La più imponente c’è stata ieri a Grozny, in Cecenia, una delle Repubbliche della Federazione russa a maggioranza di popolazione islamica. Un’enorme folla si è riversata nella gigantesca piazza Minutka e nelle zone adiacenti. Secondo il ministero dell’Interno federale russo, i manifestanti erano più di ottocentomila, mentre quello ceceno ha parlato di oltre un milione. Si tratta comunque di un numero impressionante per una popolazione, quella cecena, ben al di sotto dei due milioni di persone. Il leader ceceno Ramzan Kadyrov, che ha promosso la manifestazione, sembra riuscito a mobilitare gran parte della comunità musulmana di tutto il Caucaso. Anche rappresentanti della Chiesa ortodossa russa sono intervenuti a questa manifestazione islamica. La manifestazione a Grozny ha avuto l’assenso del Governo federale che ha invece respinto — anche con l’assenso delle autorità religiose islamiche russe — la richiesta di un’analoga iniziativa per il 25 gennaio a Mosca. Roskomnadzor, l’organo governativo russo che si occupa del controllo dei media, ha inoltre ammonito che la pubblicazione delle vignette di «Charlie Hebdo» potrebbe essere classificata come reato (incitamento all’odio religioso). Un aspetto, questo, al quale sono particolarmente attente la autorità di un Paese da secoli multietnico e multiconfessionale, con la più grande comunità islamica d’Europa. Nel frattempo, sono stati proclamati tre giorni di lutto nazionale in Niger. Qui le proteste per le vignette di «Charlie Hebdo» erano degenerate in violenze che avevano provocato dieci morti.

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22 settembre 2019

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