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​Proteste e scontri nei Territori palestinesi

· ​Contro il riconoscimento statunitense di Gerusalemme quale capitale di Israele ·

 Quattro morti, due a Gaza e due in Cisgiordania, e almeno quattrocento feriti. Questo il bilancio del secondo “venerdì di collera” promosso dai palestinesi contro la decisione statunitense di riconoscere Gerusalemme quale capitale dello stato di Israele.

La tensione, a dieci giorni dall’annuncio, è altissima. Manifestazioni e scontri si sono registrati in molti luoghi dei Territori palestinesi. A Gerusalemme, dopo la preghiera islamica nell’area della moschea di Al Aqsa si è svolta una manifestazione alla quale hanno partecipato, secondo le autorità locali, circa 30.000 persone. Si sono registrati solo piccoli incidenti alla Porta di Damasco. La polizia israeliana e le forze di sicurezza — dopo gli appelli dei giorni scorsi da parte palestinese — hanno rafforzato la presenza in tutte le zone della Città vecchia, ma non hanno ristretto l’accesso all’area della moschea di Al Aqsa, così come invece era accaduto in passato.

Pesanti scontri, invece, sono stati segnalati in Cisgiordania, precisamente a Betlemme, Hebron, Nablus, Jenin, Tulkarm, Qalqiliya e vicino a Ramallah. E proprio nei pressi di Ramallah, un ragazzo palestinese di 18 anni, Mohammed Amin, originario di un villaggio nei pressi di Hebron, ha aggredito e accoltellato un poliziotto israeliano. L’uomo è stato subito neutralizzato da altri agenti sul posto. «Il terrorista — ha detto il portavoce della polizia Micky Rosenfeld — è stato avvicinato dai poliziotti, che hanno trovato sul suo corpo una cintura esplosiva». Portato via in ospedale da un’ambulanza della Mezzaluna Rossa, il giovane palestinese è morto in ospedale. Il poliziotto aggredito non ha riportato ferite di rilievo.

Sempre in Cisgiordania, un secondo palestinese, identificato come Bassel Mustafa Mohammed Ibrahim, di 29 anni, è rimasto ucciso durante violenti scontri, con sassaiole e molotov, con l’esercito israeliano.

Nella striscia di Gaza ha avuto luogo una grande manifestazione: quasi un milione di persone si sono radunate per protestare contro gli Stati Uniti. Hamas ha annunciato di voler scatenare proteste e scontri ogni venerdì. Dopo la manifestazione un gruppo di dimostranti si è diretto verso il confine con Israele e ha iniziato a tirare sassi contro i militari di guardia. Questi ultimi hanno subito risposto col fuoco. Due palestinesi sono stati colpiti e uccisi. Si chiamavano Yasser Sukar (23 anni) e Ibraheem Abu Thuraya (29): quest’ultimo era disabile e aveva entrambe le gambe amputate. Molti anche i feriti: secondo fonti ospedaliere palestinesi, circa 135.

Sul piano politico, ieri è tornato a parlare il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, che ormai guida il fronte dei paesi islamici contrari alla decisione statunitense su Gerusalemme, annunciata lo scorso 6 dicembre. Erdoğan ha detto che il suo paese chiederà all’Onu di annullare il riconoscimento compiuto da Washington.

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19 giugno 2019

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