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Proteggere la vita dall’inizio
fino al termine naturale

· L’appello del Papa all’Angelus ·

Un appello a «rinnovare l’impegno di custodire e proteggere la vita umana dall’inizio fino al suo naturale termine» è stato lanciato da Papa Francesco al termine dell’Angelus del 2 febbraio, recitato con i fedeli presenti in piazza San Pietro nel giorno in cui la Chiesa italiana ha celebrato la Giornata per la vita, che aveva come tema «Aprite le porte alla vita». Associandosi al messaggio dei vescovi del Paese, il Pontefice ha rimarcato la necessità di «contrastare ogni forma di violazione della dignità», anche quando sono «in gioco la tecnologia o l’economia, spalancando le porte a nuove forme di fraternità solidale».

In precedenza, commentando il Vangelo della quarta domenica del tempo ordinario, il Papa aveva parlato della presentazione di Gesù al tempio descritta da Luca (2, 22-40). Vi appaiono quattro personaggi — Maria e Giuseppe, Simeone e Anna — che, ha spiegato, «rappresentano modelli di accoglienza e di donazione della propria vita a Dio. Non erano uguali... — ha aggiunto — ma tutti... si lasciavano guidare dal Signore». Li accomunava inoltre, ha fatto notare, «un duplice atteggiamento»: di movimento e di stupore. Il primo — ha chiarito Francesco — mostra «che la vita cristiana richiede dinamismo», perché «l’immobilismo non si addice... alla missione della Chiesa» e «il mondo ha bisogno di cristiani che si lasciano smuovere». Riguardo al secondo, ha concluso evidenziando che «la capacità di stupirsi... favorisce l’esperienza religiosa e rende fecondo l’incontro con il Signore. Al contrario, l’incapacità di stupirci rende indifferenti».

L'Angelus

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23 febbraio 2020

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