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Protagoniste con Francesco

· Presentata a Madrid l’edizione in spagnolo di «donne chiesa mondo» ·

Il Centro Internacional de Prensa di Madrid ha ospitato il 23 aprile la presentazione dell’edizione in spagnolo di «donne chiesa mondo», il mensile dell’Osservatore Romano, da marzo distribuito con la rivista «Vida Nueva». 

Con il titolo «Le donne, protagoniste con Francesco», si è tenuta una tavola rotonda a cui hanno partecipato quattro delle donne di maggior peso istituzionale nella Chiesa in Spagna: Soledad Suárez, presidente di Manos Unidas; Julia García Monge, segretario generale di Confer (Confederazione Spagnola di Religiosi); Marisa Salazar, capo di gabinetto della presidenza di Caritas Spagna; María de la Válgoma, editorialista di «Vida Nueva». «Qui è assente la metà del popolo di Dio» disse il cardinale Suenens durante il concilio Vaticano ii. «Cinquant’anni dopo, la situazione è rimasta la stessa?» ha esordito Soledad Suárez, responsabile dell’associazione della Chiesa cattolica in Spagna per l’aiuto, la promozione e lo sviluppo dei Paesi del Terzo mondo. La Suárez ha osservato che in questo mezzo secolo «è aumentata la presenza attiva delle donne in tutti gli ambiti sociali» e ha parlato di uno dei progetti attualmente in corso in India, dove «sono gli uomini della Chiesa quelli che stanno lottando per i diritti delle donne». Ha inoltre ricordato che, in modo simbolico e fin dalla loro fondazione, negli statuti tutti gli incarichi figurano al femminile, sebbene li ricoprano degli uomini. Come segretario generale dell’ente che riunisce 34mila donne e 11mila uomini consacrati, Julia García Monge ha spiegato che «se, come dice Francesco, il vero potere è il servizio, nella Chiesa il vero potere lo hanno già le donne in quanto sono al servizio in ogni momento». La religiosa calasanziana ha ricordato Benedetto xvi e il suo invito a rivendicare la presenza della donna come «uno sforzo di tutto il popolo di Dio». “La Chiesa deve perdere la paura e la sfiducia verso la donna. Le donne non vogliono essere protagoniste, ma solo stare su quel piano di uguaglianza che Gesù difese, remare all’unisono nella barca di Pietro”, ha sottolineato la docente di Diritto civile dell’università Complutense, María de la Válgoma. La ricercatrice, che ha incentrato la sua tesi dottorale su Gesù di Nazaret e la legge, lo ha presentato come “un grandissimo difensore delle donne, poiché scoprì in esse valori fino ad allora ignorati come la lealtà ed ebbe assoluta fiducia in loro, perciò potremmo dire che per l’epoca fu un femminista radicale”.

di José Beltrán

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19 febbraio 2020

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