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Prospettiva marrana

· Il Messia tra ebraismo e cristianesimo ·

Solo chi accetti di collocarsi sul versante delle domande inquiete che esigono risposta, può affrontare il libretto di Paolo De Benedetti (Quale Gesù? Una prospettiva marrana, Brescia, Morcelliana, 2014, pagine 96, euro 10) che raccoglie quattro saggi inediti. Lo stesso titolo, come afferma Massimo Giuliani nella Premessa, suscita perplessità e costringe a «re-interrogare e ri-pensare la figura che sta al centro (più che alla base) delle fede cristiana tenendo conto della sua complessità storica e dell’intrecciarsi dei suoi insegnamenti con le diverse scuole rabbiniche che le sono contemporanee».

De Benedetti, studioso di rabbinismo e delle origini ebraiche del cristianesimo, non compie un’incursione linguistica e teologica inappropriata optando per «la prospettiva marrana», evidentemente da accogliere nell’accezione ben definita e circoscritta dall’autore. «Il sottotitolo di questo volume va inteso semplicemente come un approccio che intenzionalmente coniuga — a un tempo e in forma del tutto personale, e dunque inimitabile — una prospettiva ebraica e una sensibilità di fede cristiana». È del resto vitale per la Chiesa stessa che gli studi giudaico-cristiani siano diretti non alla pura conoscenza, ma al recupero di quel “patrimonio spirituale comune a cristiani ed ebrei”, come si legge nella dichiarazione conciliare Nostra aetate.

Cristiana Dobner

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14 novembre 2019

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