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Proseguono le indagini
sulla strage di Jakarta

· Arrestati e rilasciati tre sospetti ·

È ancora alta l’allerta nella capitale indonesiana Jakarta. La polizia ha arrestato tre uomini sospettati di essere collegati agli attacchi che ieri hanno colpito il cuore della città provocando sette morti (cinque terroristi, un canadese e un indonesiano). 

Operazione di polizia a Jakarta (Ap)

Gli agenti hanno riferito di aver trovato una bandiera del cosiddetto Stato islamico (Is) nella casa di uno degli attentatori. Questa scoperta rafforza la convinzione delle autorità che gli attacchi di ieri siano stati messi in atto direttamente dall’Is, le cui ambizioni si stanno progressivamente dirigendo verso l’Asia.

Tuttavia, dopo alcune ore gli uomini sono stati rilasciati. Dopo averli interrogati, la polizia indonesiana ha riconosciuto che i tre non avevano nulla a che fare con gli attentati. «Non sono terroristi», ha detto un portavoce. Le ultime ricostruzioni dell’attentato parlano di due cellule terroristiche protagoniste dell’azione che voleva in qualche modo ricalcare gli attentati di Parigi del 13 dicembre. L’azione si è svolta nel quartiere di Thamrin, il luogo ideale per richiamare l’attenzione del mondo, ospitando ambasciate e un ufficio dell’Onu.

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