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Proseguono i combattimenti in Iraq e Siria

· Allarme di Londra per una possibile minaccia nucleare dell’Is ·

Il conflitto in Medio oriente non conosce confini. Dall’Iraq alla Siria i combattimenti si fanno sempre più cruenti: ieri i miliziani sunniti del cosiddetto Stato islamico (Is) hanno decapitato quattro miliziani curdi, tra i quali tre donne, fatti prigionieri vicino alla città siriana di Kobane, al confine con la Turchia. E intanto, Londra evoca lo spettro della minaccia nucleare.

Gli uomini dell’Is «potrebbero presto entrare in possesso di armi chimiche, biologiche o persino nucleari» ha dichiarato infatti ieri il ministro dell’Interno britannico, Theresa May, parlando dal palco del congresso dei conservatori a Birmingham. May ha sottolineato che l’Is «è il primo vero Stato terrorista al mondo». Toni allarmistici sostenuti anche dagli interventi degli altri delegati del partito. Questi, insieme al ministro, hanno ribadito che «l’Is è una seria minaccia», anche perché «stanno operando a poche ore di volo dal nostro Paese».

Sul fronte siriano, intanto, l’Is sta conquistando terreno a nord. Il punto più delicato appare al momento il confine turco: i combattimenti si concentrano nell’area intorno a Kobane. La Turchia ha dislocato al confine con la Siria diecimila soldati dopo che lunedì, durante i combattimenti tra i miliziani dell’Is e gli uomini delle forze di autodifesa curde, tre colpi di mortaio erano caduti nel suo territorio.

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06 dicembre 2019

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