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Prosegue lo sgombero a Calais

· Mentre si registrano tensioni nei comuni di accoglienza in varie zone della Francia ·

Più di 3000 migranti, degli oltre 6000 presenti nel campo di Calais, nel nord della Francia, sono già stati trasferiti nella prima giornata di sgombero della cosiddetta «giungla».

«I migranti verranno accolti nei centri ubicati in angoli diversi del paese per un periodo limitato prima di essere orientati verso altre soluzioni». È quanto ha assicurato il presidente Hollande. Lo sgombero si sta svolgendo in modo «calmo» ed è «sotto controllo», ha dichiarato ieri a fine giornata il ministro dell’interno, Bernard Cazeneuve. Nella notte la tendopoli è stata teatro di proteste e sassaiole ma poi la situazione è tornata alla calma. Cazeneuve ha anche assicurato che «il Regno Unito accoglierà tutti i minori le cui famiglie sono sul territorio britannico». Londra ha confermato di averne accolti già 200.

Forze di polizia francesi durante le operazioni a Calais (Afp)

Ieri sono partiti 60 pullman, oggi altri 45 e mercoledì 40. In Francia gli opinionisti fanno notare come il primo turno di sgombero, ieri, sia stato in qualche modo il più tranquillo, visto che a partire sono stati soprattutto i migranti che hanno scelto volontariamente di lasciare il campo. Più difficile sarà convincere nei prossimi giorni coloro che rifiutano di muoversi chiedendo di non rinunciare al passaggio in Gran Bretagna. Chi si oppone al trasferimento «rischia il fermo», ha avvertito la prefettura.

Nell’insediamento, per oltre 18 mesi hanno vissuto fra i 6400 e gli 8300 migranti in condizioni al limite della sopravvivenza. E proteste sono state registrate in alcuni dei 283 comuni destinati all’accoglienza di persone provenienti da Calais, in particolare ad Allex, Saint-Denis-de Cabanne, San Brevin. A Loubeyrat, nel dipartimento del Puy-de-Dome, il centro di accoglienza è stato dato alle fiamme. «Incendio doloso», ha riferito la questura. Intanto, il 2016 è stato dichiarato l’anno con il maggior numero di migranti sbarcati sulle coste italiane . Ad oggi se ne contano 153.450, il 10 per cento in più di quelli registrati nello stesso periodo del 2015. E un migliaio in più rispetto al 2014, che alla fine fece segnare 170.000 arrivi, finora il picco mai raggiunto. I minori non accompagnati hanno superato quota 20.000, contro i 12.000 dell’intero 2015.

Negli ultimi tre giorni sono circa 12.000 le persone recuperate nel Canale di Sicilia. Nelle ultime ore, al largo della Puglia sono stati soccorsi 95 pakistani a bordo di un veliero, tra i quali 21 minorenni soli. Nel Salento sono sbarcati 21 migranti iracheni, di cui quattro minorenni. E dei 520 accolti a Taranto, 100 sono minori. Ma, nelle stesse ore, si sono anche ritrovati i corpi senza vita di 34 persone, di cui tre bambini.

Un flusso continuo che preoccupa il ministero dell’interno italiano e che lascia prevedere che il record dei 170.000 a fine anno verrà superato. Il sistema d’accoglienza è ormai quasi al collasso, messo sotto forte pressione dai nuovi sbarchi: ad oggi sono ben 167.000 gli stranieri ospitati nei centri e nelle strutture temporanee. Tra le regioni, in testa c’è la Lombardia (13 per cento, pari a 22.000 persone), seguita da Sicilia, Piemonte, Lazio, Veneto e Campania, tutte con l’8 per cento (circa 13.000 ospitati per ognuna).

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