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Prosciutto e formaggio

· Il Pontefice alla conclusione del simposio dei giovani sulla tratta degli esseri umani ·

Una vera e propria «lotta» contro quella mentalità che porta l’umanità a considerare la persona come «un oggetto che si usa e si butta via». L’ha chiesta Francesco ai giovani riuniti nel simposio sulla tratta delle persone svoltosi dal 15 al 16 novembre. Domenica pomeriggio il Papa si è recato di persona nella sede dei lavori, la Casina Pio IV in Vaticano, dove è stato accolto dal vescovo Sánchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle scienze.

«Siamo certamente in un’epoca — ha detto il Pontefice nel suo saluto — in cui la persona umana è usata come oggetto e finisce con l’essere materiale di scarto». Ma, ha avvertito, «agli occhi di Dio non c’è materiale di scarto, c’è solo dignità». Quindi il Papa ha fatto riferimento all’impegno e al lavoro che i giovani e le associazioni di volontariato compiono per riscattare le persone vittime della tratta, aiutandole a ritrovare la dignità. Ringraziando per questa opera, Francesco ha ricordato un umorista argentino, Luis Landriscina, il quale descriveva in modo originale la differenza tra collaborare e impegnarsi. «La mucca — ha spiegato riprendendo le sue parole — quando ci dà il latte, collabora per la nostra alimentazione, ci dà il latte e si fa il formaggio, e allora facciamo un sandwich». Però, ha fatto notare, «un sandwich di formaggio è un po’ senza sapore, e allora dobbiamo metterci del prosciutto». Per ottenere il prosciutto dobbiamo allora ricorrere al maiale, che «non collabora, ma si impegna, dà la vita e ci dà il prosciutto».

Questo fa comprendere quanto sia importante impegnarsi, perché è come «dare la vita, è giocarsi la vita». E la vita, ha aggiunto, «ha senso solo se uno è disposto a giocarla, a farla scorrere per il bene degli altri». Ecco perché si è detto contento di «vedere tanti giovani che abbiano questa voglia di impegnarsi». E rivolgendosi a loro ha concluso: «Ricordatevi del sandwich di prosciutto e formaggio. Collaborare sì, ma impegnandosi». Infatti, questa lotta «per recuperare la dignità delle persone richiede impegno». 

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13 dicembre 2019

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