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Prorogato l’accordo tra Europa e Turchia


· Sulla gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo ·

L’accordo sui migranti, siglato a marzo tra l’Unione europea e la Turchia, continuerà a essere applicato anche nel 2017. Ad annunciarlo sono state ieri fonti del ministero degli esteri di Ankara. Secondo le fonti, a permettere il prolungamento dell’accordo è stato il miglioramento del dialogo su un punto cruciale: la liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi. Gli ultimi incontri tra le parti hanno infatti evidenziato «un approccio positivo» e un effettivo «ritorno al dialogo» in vista di un probabile summit da tenersi nei primi mesi del 2017. Nei giorni scorsi, Ankara avrebbe presentato a Bruxelles una nuova proposta proprio per superare lo stallo sui visti. Tra le ipotesi, ci sarebbe quella di un monitoraggio da parte del Consiglio d’Europa dell’applicazione della normativa antiterrorismo, senza modificarla sulla carta. Il dialogo, auspicano in Turchia, dovrà riguardare anche un’accelerazione e ridefinizione del trasferimento dei fondi previsti nell’ambito dell’accordo con l’Unione. Secondo Ankara, finora sono stati effettivamente trasferiti 667 milioni di euro sui tre miliardi promessi. E intanto, il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, è tornato a ribadire la necessità di misure concrete per far fronte all’emergenza immigrazione. «Il fenomeno migratorio, alimentato da scenari di crisi, da marcate differenze nella distribuzione del benessere e da amplissimi differenziali demografici, costituisce una sfida irrisolta per le nostre coscienze e per le nostre società, sinora incapaci di elaborare risposte adeguate, sostenibili e durature» ha detto il titolare del Quirinale. Parole che riecheggiano in modo ancor più forte, guardando agli ultimi dati di cronaca. Questa mattina cinque migranti, quattro dei quali bambini, sono morti nel naufragio di un’imbarcazione. Un altro migrante è disperso mentre altri sette sono stati tratti in salvo dall’intervento delle autorità turche. L’incidente è avvenuto al largo dell’isola greca di Lesbo. 

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22 luglio 2019

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