Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Prorogata la missione

· ​I militari statunitensi resteranno ancora per mesi al confine con il Messico ·

Il Pentagono ha prorogato fino alla fine di settembre la missione per sostenere gli agenti federali che vigilano sulla sicurezza del confine tra Stati Uniti e Messico. L’accordo tra il Dipartimento alla difesa e quello alla sicurezza nazionale garantirà dunque la presenza dei militari al confine ancora per diversi mesi. I soldati sono stati inviati nei mesi scorsi per fronteggiare l’arrivo di diverse carovane di migranti che, partiti dall’Honduras, hanno dichiarato di voler fare ingresso negli Stati Uniti. Per arginare quella che ha definito «un’invasione» il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, oltre a inviare al confine migliaia di militari ha ribadito la necessità di costruire un muro al confine con il Messico. Il finanziamento dell’operazione è stato inserito nella legge di bilancio che, per questo motivo, è stata bloccata alla Camera, dove dopo le elezioni di medio termine i democratici controllano la maggioranza. La mancata approvazione del provvedimento ha provocato il più lungo shutdown della storia del paese, giunto al venticinquesimo giorno. La sospensione di parte delle attività federali sta provocando una serie di disagi, ma la Casa Bianca ha annunciato l’intenzione di procedere su questa strada finché non sarà risolta la questione del muro. Trump ha annunciato di avere «respinto» la proposta, avanzata dal senatore repubblicano Lindsey Graham, di bloccare temporaneamente lo shutdown per consentire la ripresa delle trattative con i democratici. «Abbiamo una grave crisi umanitaria al confine e i democratici lo sanno. Molti di loro mi dicono “siamo d’accordo con te”. I repubblicani sono compatti», ha detto il presidente davanti alla Casa Bianca, rispondendo alle domande dei cronisti. «Molte persone che al momento non vengono pagate sono totalmente d’accordo con noi. I democratici devono fare qualcosa, abbiamo bisogno dei loro voti», ha aggiunto ribadendo al tempo stesso di avere «l’assoluto diritto di dichiarare l’emergenza nazionale», anche se non ha intenzione di farlo al momento.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

16 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE