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Promuovere le aree rurali
per garantire la pace

· L’impegno dell’Ifad ·

Secondo le stime rese note lo scorso settembre, per la prima volta negli ultimi dieci anni il numero di quanti soffrono la fame è aumentato. Nel 2016 è infatti cresciuto di ben 38 milioni rispetto all’anno precedente. E il fatto che 815 milioni di persone soffrano oggi la fame è da attribuirsi principalmente ai conflitti e ai cambiamenti climatici. 

La risposta a questa tragica realtà sta soprattutto nel garantire condizioni di vita sostenibili nelle aree rurali. In questo modo vengono infatti assicurate pace, consolidamento istituzionale e stabilità sociale nel mondo. Parte da questa consapevolezza la 41ª sessione del Consiglio dei governatori del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad) che si svolge oggi e domani a Roma. Ad aprire la due giorni è stata Sheikh Hasina, primo ministro del Bangladesh, al cui discorso è seguito un video messaggio di Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite. Tra gli altri interventi, è previsto anche quello del ministro dell’Agricoltura, dei beni forestali e della sicurezza alimentare della Sierra Leone, che analizzerà come situazioni di fragilità, compresa l’instabilità economica, possano causare migrazioni e conflitti, portando a un ulteriore aumento di fame e povertà. I 176 Paesi membri dell’Ifad hanno intanto annunciato il loro sostegno a un programma di prestiti e donazioni per 3,5 miliardi di dollari con «l’obiettivo di migliorare le condizioni di decine di milioni di abitanti delle zone rurali nei paesi in via di sviluppo». La decisione permetterà al Fondo di ampliare il programma di prestiti e donazioni del 10 per cento e contemporaneamente di implementare gli interventi sul campo per il periodo che va dal 2019 al 2021.

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24 febbraio 2018

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