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Promozione dei diritti umani

· Messaggio di Papa Francesco ·

New York, 25. È stato un anno terribile per i principi sanciti nella Carta delle Nazioni Unite. L’orizzonte della speranza si è oscurato. I diritti dell’uomo e lo Stato di diritto sono sotto attacco in tutto il mondo. Così si è espresso il Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, intervenendo ieri all’apertura del dibattito alla 69ª sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Ban Ki-moon ha parlato di uno scenario di crisi che va dal «ritorno dei fantasmi della guerra fredda» all’azione di gruppi terroristi e che ha fatto sprofondare «in un nuovo abisso di barbarie». Il Segretario dell’Onu, definendo tra l’altro tali gruppi come nemici della fede che dichiarano di professare, ha fatto riferimento a una serie di crimini perpetrati nei conflitti in corso, «dai barili bomba alle decapitazioni, dai civili ridotti deliberatamente alla fame agli assalti agli ospedali, ai rifugi dell’Onu e ai convogli di aiuti».

Alla vigilia dell’apertura del dibattito, l’Osservatore Permanente della Santa Sede, arcivescovo Bernardito Auza, ha organizzato un incontro di preghiera per i partecipanti all’Assemblea generale. Per l’occasione, Papa Francesco ha inviato un telegramma, a firma del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato. «Mentre l’Assemblea si prepara a discutere dello sviluppo sostenibile e di una migliore qualità della vita come mezzi per diffondere pace, prosperità e sicurezza nel mondo», si legge nel messaggio, il Papa «incoraggia tutte le Nazioni a considerare la dignità di ogni persona umana come l’aspetto più importante delle loro deliberazioni». In questo modo, il Pontefice auspica che potranno «essere trovate soluzioni per promuovere la pace tra i popoli» e che si affrontino le povertà con «la valorizzazione delle relazioni fraterne».

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