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Promesse non mantenute

· Al vertice dell'Onu Ban Ki-moon denuncia la mancanza di volontà politica per raggiungere gli obiettivi del millennio ·

Un'insufficiente azione internazionale nella lotta alla povertà e al sottosviluppo appare evidente dalle cifre — per certi versi contraddittorie — diffuse ieri a New York nel vertice sugli obiettivi di sviluppo del millennio. Il summit si svolge nell'ambito della sessione inaugurale, a livello di capi di Stato e di Governo, della 65ª Assemblea generale dell'Onu.

Aprendo l'incontro, il Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha detto che la questione non è di contingenza economica, ma di volontà politica. Secondo Ban Ki-moon, infatti, a mancare è la determinazione dei Paesi ricchi a centrare gli otto obiettivi di sviluppo del millennio: dimezzare il numero degli affamati, garantire l’istruzione primaria a tutti, promuovere la parità dei sessi, ridurre la mortalità infantile, migliorare la salute materna, bloccare la diffusione dell'Aids, della malaria e di altre malattie, garantire la sostenibilità ambientale, sviluppare un partenariato mondiale per lo sviluppo. «La ripresa dalla crisi economica non deve significare il ritorno alle politiche fallaci e ingiuste del passato», ha insistito Ban Ki-moon, ammonendo che «non possiamo pareggiare i bilanci sulle spalle dei più poveri».

Come detto, sul numero degli affamati nel mondo ci sono dati diversi. Intervenendo al vertice, il presidente della Banca mondiale, Robert Zoellick, ha sostenuto che nel 2009 la crisi economica e finanziaria globale ha provocato 64 milioni di poveri in più. Secondo il rapporto su «Lo Stato dell'insicurezza alimentare nel mondo» (Sofi), diffuso la settimana scorsa dalle agenzie dell'Onu del settore, gli affamati nel mondo sono invece scesi di 98 milioni, passando dal miliardo e 23 milioni nel 2008 a 925 milioni.

Tale disparità di numeri si spiega con ogni probabilità con i parametri di valutazione usati. Ma appare certo che con le attuali tendenze e senza misure di profonda riforma dell'agricoltura e del commercio internazionali, affiancate da un reale incremento degli aiuti allo sviluppo, non potranno essere raggiunti entro la data prevista del 2015 gli obiettivi del millennio fissati dall'Onu nel 2000 e sottoscritti da tutti i Paesi, a partire dal primo, quello di almeno dimezzare il numero degli affamati rispetto al 1990. Anche il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Khan, ha sostenuto che «nel 2020, per colpa della crisi, ci saranno settanta milioni di persone in meno che riusciranno ad uscirne rispetto alle previsioni fatte in passato».

Quelle su cui non ci sono dubbi sono le cifre delle promesse non mantenute dai Paesi più ricchi e dei finanziamenti che sarebbe necessario erogare per assolvere agli impegni presi. Ban Ki-moon ha denunciato che nel 2009 sono mancati 26 miliardi di dollari dai fondi promessi e non versati dai Paesi ricchi, che hanno erogato poco meno di 120 miliardi rispetto ai 145,7 stabiliti sulla carta. E già si trattava di una cifra stimata in difetto tanto dalle agenzie dell'Onu tanto dalle organizzazioni non governative, concordi nel ritenere che occorrerebbero almeno 120 miliardi di dollari in più.

Tuttavia, Ban Ki-moon si è mostrato ottimista sulla possibilità di invertire questa tendenza: «Nonostante gli ostacoli, lo scettismo e la scadenza sempre più vicina del 2015, questi obiettivi sono raggiungibili», ha detto, aggiungendo che «non abbiamo mai avuto così tante storie di successo. La spinta degli obiettivi del millennio è innegabile, e di questi risultati dobbiamo essere orgogliosi», sottolineando però che sono risultati ancora molto fragili.

Per finanziare gli obiettive del millennio il presidente francese Sarkozy ha proposto di adottare senza ritardi una tassa universale sulle transazioni finanziarie. «La povertà — ha detto — non si batte “con i soli fondi pubblici” ci vogliono “finanziamenti alternativi“ e lo possiamo decidere qui».

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