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Promesse di dialogo tra Washington e Teheran

· All’Assemblea generale Obama e Rohani si dicono disposti a trattare sul nucleare mentre tornano in Siria gli ispettori delle Nazioni Unite ·

«Con l’Iran è necessario seguire la via diplomatica», ma sulla Siria «serve una risoluzione forte». Ha tracciato una direzione ben precisa il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nel suo intervento, ieri, al dibattito all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Washington vuole il dialogo, ma non rinuncia a priori all’uso della forza.

Sulla Siria l’inquilino della Casa Bianca ha definito «un insulto alla ragione umana» la posizione di coloro che mettono in dubbio le responsabilità di Assad negli attacchi con le armi chimiche. Un messaggio rivolto non solo a Teheran, ma soprattutto a Mosca, che si oppone all’inserimento, in un’eventuale risoluzione del Consiglio di sicurezza, di un riferimento al capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite, che prevede l’uso della forza in caso di mancato rispetto degli accordi.

Sul dossier iraniano, Obama ha aperto al dialogo, ma senza alimentare facili speranze. E anche l’incontro ipotizzato tra il presidente statunitense e il leader iraniano, Hassan Rohani, non è avvenuto. «Ci potrebbero essere le basi per un accordo sul programma nucleare dell’Iran» ha detto Obama. Nel suo intervento all’Assemblea generale, Rohani ha annunciato una cauta apertura al negoziato, pur precisando che Teheran non rinuncerà mai al nucleare per scopi civili.

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