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Promessa mantenuta

· Il vescovo Galantino parla della visita di Papa Francesco a Cassano all’Ionio ·

È l’adempimento di una promessa la visita di Papa Francesco a Cassano all’Jonio: «Vengo per chiedere scusa» ha scritto il Pontefice al vescovo Nunzio Galantino, sottratto parzialmente alla diocesi perché nominato segretario generale della Conferenza episcopale italiana (Cei). «Una frase — dice il presule nell’intervista rilasciata al nostro giornale alla vigilia dell’arrivo del Pontefice — che ha suscitato in tutti noi la voglia di imparare come si tratta con la gente». E dal momento dell’annuncio è iniziata una missione nella diocesi all’insegna del motto «Anche noi vogliamo chiedere scusa».

A chi domandare scusa?

Nelle vie del centro storico di Cassano uno striscione di benvenuto a Papa Francesco

Dobbiamo chiedere scusa soprattutto ai poveri. Non solo per averli lasciati troppo spesso soli ma anche perché come Chiesa forse non siamo stati troppo attenti alle loro esigenze.

Cosa ci si attende dalla visita di Papa Francesco?

La visita del Papa sarà lo sprone che ci serve per recuperare e mettere insieme le energie necessarie per costruire il futuro di questa terra.

La storia, anche recente, di questa terra attribuisce molte ferite all’attività della malavita.

Io dico spesso che come c’è la globalizzazione del bene, così esiste la globalizzazione del male. Come Chiesa ci impegniamo ogni giorno soprattutto per cambiare la mentalità della gente e per rafforzare gli animi. E dobbiamo stare molto attenti perché contano molto le parole e i gesti, ma anche le omissioni.

Come contrastarla?

A noi come Chiesa viene chiesto di avere sensibilità evangelica, quella cioè che ci fa essere persone pulite, uomini e donne non inclini al compromesso, ma capaci di rinunciare ai privilegi che la malavita offre.

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24 gennaio 2020

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