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Progressi nei negoziati
per riportare la pace
in Afghanistan

· Impegno dei talebani a ridurre le violenze ·

I negoziati tra Stati Uniti e talebani hanno segnato un «significativo progresso». Lo ha detto ieri il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani. «I talebani si sono impegnati a una notevole riduzione della violenza, in nome della stabilità del paese», ha precisato Ghani su Twitter, riferendo di un colloquio telefonico avuto con il segretario di Stato americano, Mike Pompeo.

Il segretario di stato Usa Pompeo insieme al presidente afghano Ghani  nel giugno 2019  (Afp)

E il presidente statunitense, Donald Trump, ha dato un’approvazione condizionata a un possibile accordo di pace con i talebani, ha scritto il «New York Times». Secondo la Cnn, l’amministrazione Usa vorrebbe annunciare un accordo con i talebani entro la fine della settimana per ridurre le violenze e arrivare ad una tregua. Un’intesa tra Stati Uniti e talebani, dopo oltre un anno di difficili negoziati svolti in territorio neutrale (a Doha, capitale del Qatar), sembra, dunque, questa volta essere davvero a portata di mano.

Anche se resta ancora tutto da decifrare lo spessore di tale intesa. I dubbi permangono, anche perché si parla genericamente di una «riduzione della violenza» e non di un cessate il fuoco vero e proprio. E questo perché, ha spiegato il generale John Hyten, vice capo di stato maggiore interforze americano, l’Afghanistan «è così dispersivo e le comunicazioni sono così difficili che ci saranno sempre problemi».

Secondo il «New York Times», l’accordo sarà del resto firmato solo se i talebani dimostreranno il loro impegno per una riduzione duratura della violenza, applicando «un periodo di prova di circa sette giorni alla fine di questo mese». Nel caso tutto funzionasse, gli Stati Uniti inizierebbero allora il graduale ritiro dei loro 12-13.000 soldati e i talebani inizierebbero negoziati con i leader afgani sul futuro del paese. Finora gli insorti si sono sempre rifiutati di incontrare il presidente Ghani.

Anche il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha fatto sentire la sua voce, commentando favorevolmente «qualsiasi passo che possa portare a una riduzione della violenza in Afghanistan».

Da Bruxelles, dove è in corso la riunione dei ministri degli Esteri dell’Alleanza atlantica, Stoltenberg ha aggiunto che i talebani «non vinceranno sul campo di battaglia, ma devono sedersi al tavolo negoziale e impegnarsi in vere trattative di pace». «È importante creare le condizioni per un dialogo interno all’Afghanistan, solo così si può arrivare alla pace. C’è molta strada da fare — ha ammesso il segretario generale della Nato — ma speriamo di essere più vicini» all’intesa.

Certo negoziare con i talebani non è facile. Trump ci ha provato sin dall’inizio della sua presidenza, e a settembre dello scorso anno era stato trovato un accordo, «in linea di principio». Intesa naufragata quando lo stesso presidente statunitense ha interrotto i colloqui di pace e annullato un vertice a Camp David con il gruppo militante, dopo la rivendicazione talebana di un attacco in cui era morto un americano.

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