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Progetto estetico
inciso nel marmo

· L’epigrafe che apre Villa Borghese ·

Da qualche giorno è collocata nel salone d’ingresso della Galleria Borghese, prestata dai Musei Vaticani per una esposizione per ora temporanea, una iscrizione latina di particolare interesse. di Lo scrive il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, sottolineando che non sappiamo perché e ad opera di chi quel documento marmoreo è finito nel Lapidario Vaticano.

La Sala degli imperatori nella Galleria Borghese

Probabilmente il trasferimento è avvenuto agli inizi del Novecento quando la villa dei Borghese, con tutte le opere d’arte contenute al suo interno, passava in proprietà allo Stato italiano per la somma che allora sembrò vertiginosa di tre 3.600.000 lire, mentre il Parco sul Pincio affidato in gestione al Comune, diventava il giardino pubblico dei romani.

La lapide collocata in origine all’ingresso della villa che il gran cardinale Scipione Borghese volle colmare di meraviglie (la grande statuaria romana e Gian Lorenzo Bernini, Raffaello e Correggio, Caravaggio e Domenichino) per il piacere suo e dei suoi amici, parla di ospitalità e di felicità, del piacere dei sensi, della gioia dell’intelletto e del cuore di fronte alla seduzione della bellezza della natura mescolata a quella dell’arte.

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21 novembre 2018

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