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Progetti concreti
per la cura della casa comune

· ​In Perú incontro dei giovani sulla «Laudato si’» ·

 Rispondere all’appello di Papa Francesco per una conversione ecologica contenuto nella Laudato si’ e conseguentemente «promuovere il protagonismo dei giovani nella cura della casa comune». Con questi principali obiettivi dal 22 al 25 febbraio è in programma presso la casa Don Bosco a Chosica, località in provincia di Lima, il secondo incontro nazionale della gioventù della Partnerschaft, l’associazione nata dalla partnership tra l’arcidiocesi tedesca di Friburgo e la Chiesa cattolica in Perú. 

Circa 150 giovani provenienti da più di cinquanta parrocchie di Perú, Bolivia ed Ecuador, informa l’agenzia Fides, si incontreranno per ideare e sviluppare progetti di tutela ambientale che in seguito si proporranno di realizzare nei rispettivi luoghi di provenienza. «È necessario un dialogo con le nuove politiche nazionali e locali che promuovano progetti a favore del creato e che abbiano una reale continuità», ha spiegato presentando l’incontro padre Carlos Rosell de Almeida, ricordando come Papa Francesco, con la sua enciclica Laudato si’, chieda e solleciti un dialogo fecondo a tutti i livelli per uscire dalla crisi ecologica che attanaglia il pianeta e che, è bene ricordare, mette a dura prova le condizioni di vita soprattutto delle popolazioni più povere e svantaggiate. «Una ecologia autentica — ha aggiunto — ha necessariamente a che fare con la ricostruzione morale dell’uomo, con un nuovo stile di vita che superi il consumismo ossessivo e l’autoreferenzialità in cui l’uomo di oggi è immerso».
Serve dunque un cambio di passo, una vera e propria conversione ecologica, che necessariamente non può non prendere le mosse da piccole ma concrete esperienze che incidono nella vita quotidiana. Il sacerdote, sottolineando dunque l’importanza di questo tipo di spazi per il dialogo e la presa di coscienza dei giovani, ha rimarcato come «per Papa Francesco è essenziale riconoscere la presenza di Dio nella creazione». Infatti, ha rilevato, «non dobbiamo dimenticare che tutta la creazione deve essere contemplata in chiave cristologica, perché è tutta inserita nel mistero di Cristo». In questo senso, ha aggiunto, «il Papa sa molto bene che la crisi ecologica non potrà essere superata solo con una diagnosi rigorosa della situazione attuale, ma che è necessario arrivare alla radice del maltrattamento che tutta la creazione soffre, e il problema è nell’antropocentrismo moderno».

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15 settembre 2019

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