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Profughi d’Europa

· Un’altra notte all’addiaccio per centinaia di persone nel centro di prima accoglienza di Lampedusa ·

Riunione dei ministri dell’Interno dell’Ue mentre l’Onu sollecita iniziative immediate

Centinaia di  persone, tra migranti e profughi, hanno passato a Lampedusa un’altra notte all’addiaccio, in condizioni rese più penose dalla pioggia che da un paio di giorni sta cadendo sull’isola. Il centro di prima accoglienza non è più infatti in grado di accogliere altri migranti. E stamani,  gli ospiti della struttura in Contrada  Imbriacola  hanno bloccato l’ingresso con dei materassi per  impedire il passaggio dei due pullman con a bordo altri profughi.

La tensione in questa come in altre frontiere dell’Unione europea conferma la necessità di risposte comuni e non affidate ai singoli Stati al fenomeno, in crescita,  degli spostamenti massicci di popolazioni che coinvolgono insieme migranti e profughi. Alla situazione a Lampedusa e al fenomeno dei flussi migratori è dedicato oggi un Consiglio dei ministri dell’Interno dei 28 Paesi membri dell’Unione europea.

Il ministro italiano,  Angelino Alfano,  ha chiesto «un piano concreto perché possa essere dato  aiuto all’Italia nella dislocazione dei migranti dopo il loro salvataggio», precisando che «servono anche  aiuti economici». Alla riunione ha partecipato anche il commissario europeo agli Affari interni, Cecilia Malmström, che ha annunciato  una grande operazione del Frontex, l’organizzazione europea per il controllo delle frontiere, «per il salvataggio sicuro da Cipro alla Spagna».  Domani saranno in visita a Lampedusa  il presidente della Commissione europea, José Manuel Durão Barroso, e la stessa  Malmström, accompagnati dal presidente del Consiglio dei ministri italiano, Enrico Letta, e da Alfano.

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19 novembre 2019

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