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​Profanate centinaia di tombe ebraiche in Alsazia

Un nuovo, macabro e inqualificabile gesto macchia il cuore dell’Europa. Un mese dopo gli attentati di Parigi, circa trecento tombe sono state profanate la scorsa notte nel cimitero ebraico di Sarre-Union, nel Basso Reno. Lo ha annunciato ieri il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, condannando l’«atto odioso» con «la massima fermezza». La Repubblica — ha detto il ministro — «non tollererà questa nuova ferita che colpisce i valori condivisi da tutti i francesi». In un comunicato diffuso dall’Eliseo si legge che «il presidente della Repubblica condanna con la più netta fermezza la profanazione» e che «sarà fatto di tutto per identificare e punire i responsabili di questo atto odioso e barbaro». La Francia «è determinata a lottare senza tregua contro l’antisemitismo». Per il presidente del Conseil Représentatif des Institutions Juives de France, Roger Cukierman, «questo odio dimostra che abbiamo completamente sbagliato l’educazione dei nostri giovani». E questa mattina il presidente Hollande ha dichiarato che gli ebrei «hanno il loro posto in Europa, e in Francia in particolare». Una replica a quanto dichiarato ieri dal premier israeliano, Benjamin Netanyahu, che, poco prima della notizia della profanazione, aveva detto: «Gli ebrei vengono uccisi su suolo europeo solo perché sono ebrei». Per Netanyahu, l’ondata di attacchi antisemiti non si fermerà e la comunità ebraica del vecchio continente deve prepararsi a recarsi in Israele. Tanto che il Governo israeliano ha varato ieri un pacchetto di misure per preparare il Paese «a una emigrazione di massa». Un piano da 180 milioni di shekel (quasi 41 milioni di euro) per incoraggiare l’assorbimento di nuovi arrivi dall’Europa.

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26 agosto 2019

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