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Produttori di morte

· Il mercato delle armi ·

Si contrae il mercato mondiale delle armi. E si tratta della quarta diminuzione in altrettanti anni. Ma la riduzione — quantificata nello 1,5 per cento su base annuale — è davvero esigua e quello degli armamenti si conferma purtroppo come uno dei settori industriali trainanti dell’economia globale.

Bambini del Darfur davanti a un proiettile di mortaio (Reuters)

A scattare la fotografia dello status attuale del mercato delle armi è il rapporto dello Stockholm International Peace Research Institute (Sipri), pubblicato ieri. Il rapporto offre una serie di dati originali relativi a spesa militare mondiale, produzione e trasferimenti internazionali di armi, legali e illegali, forze nucleari, principali conflitti armati e operazioni di pace multilaterali, nonché analisi aggiornate su aspetti importanti del controllo degli armamenti, della pace e della sicurezza internazionale. Il documento mostra anzitutto un calo delle vendite delle armi soprattutto in Nord America e in alcuni Paesi dell’Unione europea. In controtendenza, la Germania (dove il dato è in aumento del nove per cento) e la Svizzera (con un più undici per cento). Si tratta tuttavia solo di una diminuzione apparente e che riguarda esclusivamente il Nord America e l’Europa. Nel resto del mondo le grandi compagnie hanno invece aumentato la produzione di armi.

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