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Contro la retorica dell’odio

· Ai leader religiosi coreani il Pontefice chiede di dare voce a quanti si oppongono alla guerra ·

«Aprire, favorire e accompagnare processi di bene e di riconciliazione per tutti»: è questo il compito che il Pontefice ha indicato ai membri del Korean Council of Religious Leaders, ricevuti in udienza nella mattina di sabato 2 settembre. «Siamo chiamati — ha esortato — a essere banditori di pace, annunciando e incarnando uno stile nonviolento, uno stile di pace, con parole che si differenziano dalla narrativa della paura e con gesti che si oppongono alla retorica dell’odio».

Il dialogo tra le religioni, ha spiegato Francesco, è «una sfida protesa al bene comune e alla pace». Esso «non può che essere aperto e rispettoso al tempo stesso; solo così sarà fruttuoso». Aperto, ha specificato, significa «cordiale e sincero, portato avanti da persone che accettano di camminare insieme con stima e franchezza». E rispettoso, ha aggiunto, vuol dire che «il rispetto reciproco è la condizione e, allo stesso tempo, il fine del dialogo interreligioso». Infatti, «è rispettando il diritto alla vita, all’integrità fisica e alle libertà fondamentali, come quella di coscienza, di religione, di pensiero e di espressione, che si pongono le basi per costruire la pace».

Nel rivolgersi direttamente ai leader religiosi, Francesco ha avvertito che il mondo reclama da ognuno di loro «risposte e impegni condivisi» su vari temi, tra i quali la dignità della persona, la fame e la povertà, il rifiuto della violenza, in particolare «quella commessa profanando il nome di Dio e dissacrando la religiosità umana», la corruzione, il degrado morale, la crisi della famiglia, dell’economia, dell’ecologia. «Abbiamo dunque davanti — ha detto — un cammino molto lungo, da compiere insieme con umiltà e costanza, senza alzare la voce ma rimboccandoci le maniche, per seminare la speranza di un avvenire in cui aiutare l’uomo a essere più umano, un avvenire nel quale sia dato ascolto al grido dei molti che ripudiano la guerra e implorano maggiore armonia tra le persone e le comunità, tra i popoli e gli Stati».

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16 settembre 2019

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