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Procedura Ue contro la Polonia

· Secondo Bruxelles sarebbe a rischio lo stato di diritto ·

Per la prima volta, ieri, dopo mesi di avvisi, la Commissione Ue ha attivato contro la Polonia la procedura dell’articolo 7 dei Trattati, per il rischio di violazione grave da parte di uno stato membro dei valori fondamentali dell’Ue. 

Conferenza stampa del presidente polacco Andrzej Duda (Afp)

Bruxelles contesta al governo polacco del partito Legge e Giustizia (Pis) la riforma del sistema giudiziario che, con il varo di due leggi, porrebbe la magistratura del paese sotto il controllo politico dell’esecutivo, provocando «un chiaro rischio di seria violazione dello stato di diritto in Polonia». «Purtroppo le nostre preoccupazioni si sono approfondite. Negli ultimi due anni sono state adottate 13 leggi che mettono a rischio l’indipendenza del sistema giudiziario», ha dichiarato il vice-presidente dell’esecutivo comunitario, Frans Timmermans. «La Polonia rispetta lo stato di diritto come il resto dell’Unione europea», ha risposto il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, difendendo questa riforma come «profondamente necessaria».Una delle due normative contestate prevede che i 15 membri del Consiglio superiore della magistratura — garante dell’indipendenza dei giudici — siano eletti dalla camera bassa del parlamento, dove attualmente ha la maggioranza il Pis di Jarosław Kaczyński. Finora, erano eletti dagli ambienti giudiziari. L’altra normativa riguarda la cosiddetta “denuncia straordinaria” che permette alle persone che ritengono di essere vittime di sentenze ingiuste di chiederne una revisione anche dopo tutti i gradi di giudizio e il pronunciamento della Corte suprema.Ora, la Polonia ha tre mesi di tempo per fare marcia indietro se vuole evitare che vada avanti la procedura dell’articolo 7. Anche se si dichiarano ufficialmente pronte a discutere, le autorità polacche non sembrano disposte a cedere. Ieri il presidente della Repubblica Andrzej Duda ha annunciato la sua decisione di firmare le due leggi.

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