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il ritorno dei profughi

· ​Il patriarca Sako dopo la liberazione di Mosul ·

 Dopo la la liberazione della città di Mosul, sottratta alle milizie del cosiddetto stato islamico che l’avevano conquistata nel giugno 2014, la priorità è cancellare l’ideologia jihadista e costruire la pace. È quanto sostiene il patriarca di Babilonia dei Caldei, Louis Raphaël i Sako. In una nota diffusa dal sito in rete del patriarcato il primate della Chiesa caldea commenta così la “liberazione” della ex roccaforte del califfato, tracciando il percorso da seguire per la rinascita della regione e di tutto il paese.

Il 10 luglio scorso, come si ricorderà, il primo ministro iracheno Haider al-Abadi ha annunciato la vittoria della coalizione arabo-curda che, a ottobre, aveva sferrato l’offensiva a tutto campo contro lo stato islamico a Mosul. Una operazione durata oltre nove mesi e caratterizzata da pesanti combattimenti, gravissime distruzioni e un nuovo esodo di massa di civili, usati come scudi umani dai jihadisti. E all’indomani dell’annuncio della vittoria, lo stesso premier iracheno in visita a Mosul ha incontrato, al quartier generale del comando per le operazioni militari di Ninive, una delegazione di cristiani originari della città e della piana. A essi ha assicurato che compito principale del governo iracheno sarà quello di fare in modo che «tutti gli sfollati e i figli di ogni religione, di ogni etnia e di ogni credo, e in particolare i fratelli cristiani, ritornino alle proprie case», perché «la risposta più efficace allo stato islamico è quella di vivere insieme». Ideali di unità, condivisione e impegno comune rilanciati anche dal patriarca caldeo. Nonostante gli sforzi sinora compiuti, scrive Sako, «vi è una lunga e faticosa strada» per eliminare l’ideologia fondamentalista e riportare la pace. 

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20 settembre 2018

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