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Prioritario il rinnovamento della fede

· Il Papa alla plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede ·

È il rinnovamento della fede la priorità di tutta la Chiesa. Ne è convinto Benedetto XVI, che incontrando i partecipanti alla plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede ha fatto appello all’intera comunità ecclesiale perché si impegni «a rendere Dio nuovamente presente in questo mondo e ad aprire agli uomini l’accesso alla fede».

L’udienza, svoltasi venerdì 27 gennaio, nella Sala Clementina, ha offerto al Pontefice l’occasione per ricordare che «in vaste zone della terra la fede corre il pericolo di spegnersi come una fiamma che non trova più alimento». Rilanciando una preoccupazione già manifestata nel recente messaggio per la Giornata missionaria mondiale, il Papa ha ammesso che «siamo davanti a una profonda crisi di fede, a una perdita del senso religioso che costituisce la più grande sfida per la Chiesa».

Da qui la riconoscenza e l’incoraggiamento rivolti al dicastero, impegnato con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione nella preparazione dell’Anno della fede: «un momento propizio — lo ha definito Benedetto XVI — per riproporre a tutti il dono della fede nel Cristo risorto, il luminoso insegnamento del concilio Vaticano II e la preziosa sintesi dottrinale offerta dal Catechismo della Chiesa Cattolica ».

Nel discorso il Pontefice ha toccato anche altri argomenti oggetto di riflessione durante i lavori della plenaria. In particolare si è soffermato sul tema dell’unità dei cristiani, evidenziando soprattutto la necessità di mantenere «la coerenza dell’impegno ecumenico con l’insegnamento del concilio Vaticano II e con l’intera Tradizione». Il Papa ha messo in guardia dal rischio di sostituire la fede con «un moralismo senza fondamento profondo» e ha invitato a valorizzare «la logica» racchiusa nell’insegnamento conciliare: «la ricerca sincera della piena unità di tutti i cristiani è un dinamismo animato dalla Parola di Dio».

Resta fondamentale, in proposito, «il discernimento tra la Tradizione con maiuscola e le tradizioni». In tale prospettiva il Papa ha salutato come «un importante passo» i provvedimenti applicati ai gruppi di fedeli provenienti dall’anglicanesimo che desiderano entrare nella piena comunione della Chiesa conservando le proprie tradizioni spirituali, liturgiche e pastorali conformi alla fede cattolica. «Esiste — ha ricordato — una ricchezza spirituale nelle diverse confessioni cristiane che è espressione dell’unica fede e dono da condividere».

Quanto alla questione dei metodi adottati nei vari dialoghi ecumenici, Benedetto XVI ha chiesto che siano affrontate «con coraggio anche le questioni controverse» e che i documenti di studio prodotti siano sempre giudicati e valutati dalla competente autorità della Chiesa. Dal Papa, infine, un invito a tutti i cristiani affinché sulle grandi questioni morali riguardanti vita, famiglia, sessualità, bioetica, libertà, giustizia e pace parlino «con una sola voce».

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