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​Prioritaria la legge
sulla tutela delle donne

· ​Giornata di preghiera indetta dalla Chiesa in Pakistan per Asia Bibi ·

Preoccupazione per il ritardo nell’attuazione della legge sulla protezione delle donne, approvata dall’assemblea del Punjab il mese scorso, è stata espressa dalle principali organizzazioni che difendono i diritti femminili in Pakistan. «La violenza domestica — ha ricordato Hina Jilani, attivista e avvocato — colpisce donne di ogni fede. Ma di solito sono trascurati i problemi di quelle appartenenti alle minoranze religiose emarginate. La loro situazione è ancora più preoccupante».

L’attivista Jilani ha parlato nei giorni scorsi a margine della conferenza organizzata per celebrare la Giornata mondiale della donna. Il Women Action Forum (Waf), tra i principali promotori dell’evento, e le organizzazioni ecclesiali in favore del rispetto dei diritti femminili, hanno accolto con soddisfazione l’approvazione del “Protection of Women Against Violence Bill 2015”, legge che per la prima volta stabilisce il principio secondo il quale la violenza domestica è un reato. Le norme rendono illegale anche il linguaggio offensivo, lo stalking e i crimini informatici contro le donne nella provincia del Punjab.Intanto, i fedeli cristiani hanno risposto all’appello lanciato dai cattolici che hanno chiesto di pregare per Asia Bibi — la donna cristiana in carcere con accusa di blasfemia — dopo le rinnovate minacce alla sua sicurezza. Le preghiere si sono tenute a Rawalpindi, a Jhelum, Lahore e Sialkot. Dopo che la Corte suprema del Pakistan ha deciso di giustiziare Mumtaz Qadri — l’assassino di Salman Taseer, governatore del Punjab che aveva difeso Asia — nel Paese si sono moltiplicate le proteste da parte di radicali musulmani che chiedono l’impiccagione della donna. Arrestata nel giugno 2009 e condannata a morte in primo grado nel 2010, Asia Bibi è da allora sottoposta a regime di isolamento. I sostenitori di Qadri hanno fatto pressioni sul Governo affinché esegua la condanna a morte della donna.

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