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Priorità
costruire ponti

· ​Bilancio della Settimana per l’armonia interreligiosa ·

Costruire i ponti oltre i confini: questo è stato il tema centrale della Settimana internazionale per l’armonia interreligiosa che, anche quest’anno, è stata celebrata nei primi sette giorni di febbraio, anche se in alcuni casi, come, quest’anno in India, iniziative per l’armonia tra le religioni sono in programma per tutto il mese. Tale Settimana, come è noto, è stata proposta dal re Abdullah II e dal principe Ghazi bin Muhammad di Giordania, che sono riusciti, con l’appoggio di tanti, a far approvare la sua istituzione da parte dell’assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 ottobre 2010. 

Da allora la Settimana costituisce una tappa significativa del dialogo interreligioso perché, al di là del tema scelto, è l’occasione per una riflessione, in tanti luoghi anche con il coinvolgimento delle istituzioni politiche, su cosa le religioni insieme possono fare nella società contemporanea per favorire sempre più il dialogo come strumento per combattere la violenza e la povertà e per promuovere la cooperazione e la pace. Quest’anno, inoltre, la Settimana ha assunto un significato del tutto particolare per la visita di Papa Francesco negli Emirati Arabi Uniti. Tale visita, fin dal suo annuncio, ha mostrato quanto la Chiesa cattolica consideri importante riaffermare l’importanza di un dialogo tra le religioni in grado di intervenire nella vita quotidiana. I commenti alla visita del Pontefice hanno così sottolineato la continuità delle parole e dei gesti di Papa Francesco con il magistero della Chiesa cattolica almeno a partire dal concilio Vaticano II, e la profonda sintonia con le recenti posizioni del movimento ecumenico per la promozione del dialogo tra le religioni.
Il dialogo tra le religioni, come ha ricordato anche Jim Winkler, presidente del Consiglio delle Chiese cristiane degli Stati Uniti, «promette di diventare un’inesorabile forza verso la pace e la giustizia e una nuova epoca nella storia umana». Dalle numerose iniziative, che si sono tenute in Europa e in Nord America — dove nella Settimana centrale è nata la riflessione su come rafforzare una cultura dell’accoglienza dei migranti come primo passo per vivere l’armonia tra le religioni — emerge quanto diffuso a tutte le latitudini sia il dialogo tra i credenti che deve però confrontarsi con pregiudizi e paure, anche all’interno delle singole religioni, tanto che appare fondamentale proseguire nella «costruzione di ponti» in grado di far incontrare e conoscere uomini e donne.

di Riccardo Burigana

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26 aprile 2019

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